19 novembre 2019
Aggiornato 18:00
A secco quasi tutte le pompe di benzina

Forconi, continua lo sciopero in Sicilia. Lunge code ai distributori

Da mezzanotte i blocchi degli autotrasportatori che impedivano il transito delle autobotti di carburante sono stati allentati, sebbene la protesta continuerà fino al 25 gennaio. Coldiretti: Persi milioni di euro ogni giorno

PALERMO - Centinaia di automobilisti palermitani hanno trascorso la notte in auto, incolonnati in attesa di poter raggiungere quei pochi distributori di carburante ancora attivi in città, dopo i blocchi attuati dagli autotrasportatori e dal comitato «Forza d'urto», che hanno lasciato a secco quasi tutte le pompe di benzina della Sicilia. Ieri sera in viale Michelangelo, zona periferica di Palermo, la coda di auto era di oltre un chilometro, e qualche automobilista è riuscito a far rifornimento soltanto dopo 4 o 5 ore d'attesa. In via Galileo Galilei stamani si sono registrati alcuni disordini, con cassonetti della spazzatura spostati in mezzo alla strada dai cittadini esasperati. Da mezzanotte i blocchi degli autotrasportatori che impedivano il transito delle autobotti di carburante sono stati allentati, sebbene la protesta continuerà fino al 25 gennaio, e in giornata dovrebbe essere garantito nuovamente l'approvvigionamento di benzina a qualche impianto.
Nel capoluogo siciliano proseguono ancora i presidi allestiti dai manifestanti nei giorni scorsi, soprattutto all'ingresso della città e al porto, ma le «maglie» dei blocchi, come annunciato dai leader del «Movimento dei forconi», sono state allentate, e il passaggio delle scorte alimentari e di benzina è garantito. Dai depositi palermitani dell'Eni-Q8 e della Esso i tir escono tranquillamente per rifornire i distributori.

Coldiretti: Persi milioni di euro ogni giorno - Il latte fresco manca dagli scaffali dei supermercati perché decine di migliaia di litri sono bloccati nelle stalle, nei caseifici e nelle autocisterne e dovranno essere buttati con danni enormi per gli allevatori che devono assumersi anche il costo dello smaltimento. E' quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento all'importanza della ripresa del trasporto merci in Sicilia, sottolinea che grosse perdite subisce anche il comparto ortofrutticolo con tonnellate di frutta e verdura siciliane che stanno marcendo perché non riescono a raggiungere il mercato.

Dal latte all'ortofrutta fino ai fiori - Perdite consistenti stimate complessivamente in milioni di euro al giorno per l'agroalimentare si registrano - sottolinea la Coldiretti - per tutti i prodotti deperibili come i fiori con l'impossibilità di effettuare le spedizioni necessari per raggiungere i clienti fuori dell'isola. Al danno economico immediato - continua la Coldiretti - si aggiunge la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna e Israele, diretti concorrenti della produzione siciliana nell'ortofrutta.
La situazione di difficoltà delle aziende agricole siciliane evidenziata dalla protesta è reale ma la crisi in queste condizioni rischia di aggravarsi e - spiega la Coldiretti .- occorre agire subito e con responsabilità avviando un tavolo permanente tra Governo, Regione e rappresentanti di categoria.