21 novembre 2019
Aggiornato 14:00
9 dicembre

Dei forconi solo Calvani a Roma. Intanto Forza Italia li difende: «E' la nostra gente»

RP | RP | RP | L'unico coordinatore che promuove la manifestazione nella Capitale: «Abbiamo concordato con la Questura che non faremo cortei, per ridurre al minimo i rischio di questa protesta che sarà statica: Casapound e Forza Nuova non manifesteranno assolutamente con noi». Chiavegato (Life): «Non è vero che non ci saremo perché il movimento si è spaccato, ma mancano condizioni sicurezza»

ROMA - «Abbiamo concordato con la Questura che non faremo cortei, per ridurre al minimo i rischio di questa protesta che sarà statica: Casapound e Forza Nuova non manifesteranno assolutamente con noi». Queste le dichiarazioni di Danilo Calvani, il leader di quel gruppo di forconi che ha deciso di manifestare a Roma il 18 dicembre. Gli altri coordinatori del 9 dicembre, Lucio Amedeo Chiavegato, Renzo Erbisti , Eugenio Rigodanzo, Giorgio Bissoli, Mariano Ferro, Giovanni Zanon, Giovanni Di Ruvo, Gaetano Montico e Augusto Zaccardelli si sono dissociati dalla «marcia su Roma» promossa da Calvani.

FATTI I COMUNICATI STAMPA CON FN E CASAPOUND - Calvani, intervistato questa mattina da Radio Città Futura ha spiegato: «Abbiamo già fatto dei comunicati stampa contro Forza Nuova e lo stesso vale per tutti quegli estremisti e quei violenti che cercano di delegittimare questa cosa che appartiene al popolo». Il coordinatore ha proseguito: «Gruppi estremisti vengono da tutte le parti si stanno infiltrando sia gli antagonisti sia l'estrema destra, ma come cittadini e non è che possiamo chiedere loro la tessera».

NOSTRI BALUARDI COSTITUZIONE E REPUBBLICA - «Non ci dovrà mai essere nessuna iniziativa estrema - ha concluso Calvani - perché per noi il baluardo è la nostra Costituzione e la nostra Repubblica». Quanto alle accuse di antisemitismo, dopo le dichiarazioni shock del coordinatore Andrea Zunino, Calvani ha preso le distanze «non sono mai stato assolutamente antiebreo: sono cose schifose che non devono essere dette l'ha detto qualche persona singolarmente, se ne prenda atto e si perseguiti questo signore».

CHIAVEGATO (LIFE), TEMO STRUMENTALIZZAZIONI - Chiavegato invece ha spiegato perché ha chiesto ai veneti del Life di non andare a Roma il 18 dicembre: «Non vogliamo strumentalizzazioni nè forme di violenza». Il coordinatore ha proseguito: «Non è vero che non ci saremo perché il movimento si è spaccato, ma intendiamo prendere le distanze da coloro che non stanno ai patti. A Roma non ci sono le condizioni di sicurezza per fare la nostra manifestazione. Tra l'altro ci hanno dato un'autorizzazione per 5 ore di presidio, dalle 15 alle 20; troppo poche, quindi inutili. E, comunque, prima di scendere a Roma io voglio capire chi sono coloro che vengono con me, non voglio gli estremisti».

FERRO (FORCONI), NOI PER DIALOGO - Anche Ferro del Popolo dei forconi siciliano ha spiegato il suo no alla manifestazione nella Capitale: «Tra noi e Danilo Calvani non c`è nessuna spaccatura, ma solo una divergenza sulla trattativa con il governo». Intervistato da Agorà su Rai 3 ha continuato: «Calvani dice `Tutti a casa senza trattare`, e può essere una scelta, noi invece vogliamo mettere sul tavolo del governo la crisi e conoscere le risposte che il governo dà alla crisi. Spostarsi dalla Sicilia costa, spostarsi dalla Lombardia costa, spostare persone per portarle in una `gabbia` che si chiama Piazza del Popolo, nonostante sia bellissima, non serve a niente: se spostiamo le persone non credo sia utile chiuderle in un ovile come si fa con le pecore, e non credo che radunarle in piazza del Popolo sia una protesta esaltante».

FI CON I FORCONI - I forconi e le altre varie sigle che protestano, «spesso mal guidati e a rischio di infiltrazioni di violenti e di provocatori», sono però «espressione di un ben più vasto amalgama sociale messo ai margini del processo produttivo e dalla considerazione sociale, dopo essere stati a lungo identificati come i migliori interpreti del modello sociale italiano. Sono i lavoratori autonomi, i piccolissimi e piccoli imprenditori, gli artigiani, i commercianti di vicinato. I loro dipendenti. Il ceto borghese e piccolo borghese». E' quanto si legge su Il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia (Fi) della Camera dei deputati.

E' GENTE NOSTRA, LA DIFENDIAMO - «Oggi oltre a essere colpiti dalla crisi – è scritto ancora - sono esclusi dai discorsi di modernizzazione statalista, da piano quinquennale, avanzati dal finto nuovista Renzi, ormai pronto ad un abbraccio coi sindacati conservatori specialisti a difendere esclusivamente l`aristocrazia dei dipendenti di grandi aziende. Tocca a Fi difendere questa gente che è la nostra gente, sia essa in piazza (una minoranza) sia essa ancora lì a lottare, ad arrabattarsi e a non dormire di notte per risolvere i drammatici problemi del lavoro e del credito della ditta. Dobbiamo assolutamente essere, come insiste Berlusconi, coloro che non solo dialogano con i `forconi`, ma offrono una casa politica e strumenti di sana protesta e proposta – ha concluso il testo - ai milioni e milioni di persone che sono in questa situazione pesantissima, ed oggi sono delusi da tutti i partiti».

PREFETTURA ROMA, VIETATI ASSEMBRAMENTI TIR - In vista dell'annunciata mobilitazione di mercoledì prossimo a Roma di una parte del Coordinamento 9 dicembre, con un'ordinanza firmata oggi il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha vietato la circolazione dal 16 a tutto il 20 dicembre degli automezzi adibiti al trasporto di merci che non siano destinati alla distribuzione nella Capitale o nella Provincia, in direzione di Roma all'interno del grande raccordo anulare, lungo tutte le strade di accesso alla Capitale e nell'ambito del territorio dello stesso Comune.

Mercoledì sarà possibile l'afflusso nella Capitale «di un numero non ben precisato di manifestanti che andrebbero ad aggiungersi al presidio permanente già in atto sempre nella Capitale nei pressi di Piazzale Ostiense. In particolare - ha continuato la Prefettura - si è inteso evitare, con la predetta ordinanza, che venga ostacolato il regolare approvvigionamento delle merci essenziali nella città e nella provincia, impedendo la libera circolazione dei mezzi leggeri, in quanto ogni manifestazione con afflusso di numerosi automezzi, provenienti da altre città, intenzionati a dirigersi verso la Capitale comporterebbe, come già accaduto in passato, gravissime ripercussioni sul traffico cittadino, lungo il raccordo anulare e le principali arterie provinciali».