4 agosto 2020
Aggiornato 19:00
La crisi del debito sovrano

La crisi ha fatto venire l'ipertensione alla Merkel

Lo rivela la stessa cancelliera in TV, fiduciosa sul voto di giovedì: «Per noi l'Euro è qualcosa di positivo e per questo dobbiamo migliorare quello che in passato non ha funzionato»

BERLINO - Le pressioni dei mercati di questi mesi hanno finito per mettere alla prova anche il sistema cardiovascolare della cancelliera della Germania, Angela Merkel: in una lunga intervista concessa ieri sera alla rete televisiva Ard, la Merkel ha rivelato di essersi sottoposta a cure per l'alta pressione, secondo quanto riporta Bloomberg. Questo mentre giovedì prossimo la sua maggioranza di governo sarà sotto i riflettori per un cruciale voto parlamentare: la ratifica del rafforzamento dei meccanismi anti crisi europei concordato tra i governi nel luglio scorso.

In sé l'esito del voto appare scontato, parti consistenti dell'opposizione hanno già fatto sapere che daranno parere favorevole, il problema è che al Bundestag potrebbero evidenziarsi frange di contrari in seno alla stessa maggioranza che sostiene la Merkel. Questo mentre in Germania vi è una vasta parte dell'opinione pubblica che guarda con ostilità agli aiuti a favore della Grecia e degli altri paesi dell'area euro in difficoltà.

Ad ogni modo la Merkel si è detta fiduciosa sul voto del 29 settembre, ricordando ai suoi concittadini che la Germania «ha bisogno dell'euro». «Per noi l'euro è qualcosa di positivo - ha affermato - e per questo dobbiamo migliorare quello che in passato non ha funzionato». A cominciare dal Patto di Stabilità e di Crescita, in cui vanno rafforzate le regole a favore della disciplina di bilancio. Se questo richiede revisioni dei trattati europei «dobbiamo lavorare per rivederli».

Intanto bisogna gestire l'emergenza e questo richiede di «una barriera» attorno alla Grecia, ha aggiunto la Merkel che ha respinto l'ipotesi di una uscita del paese dall'area euro. «Se la Grecia uscisse, poi toccherebbe ad un altro paese e poi ad un altro ancora» e così i mercati «finirebbero per speculare contro tutti i paesi» dell'Unione valutaria. Ad ogni modo la situazione della crisi debitoria in Europa è «seria», e «non ci sono soluzioni facili. Non escludo che in un qualche futuro dovremo chiederci se si possano lasciar fallire gli Stati così come le banche».