21 giugno 2021
Aggiornato 21:30
Dopo i consumi e il pil

Crisi: anche la fiducia dei consumatori è in caduta libera

Federconsumatori: «Sempre più urgenti misure realmente in grado di rilanciare l’economia»

ROMA - Purtroppo era largamente prevedibile un ulteriore crollo della fiducia dei consumatori a settembre.
Nella situazione in cui si trovano le famiglie, con il potere di acquisto ridotto ai minimi termini e destinato ad essere ulteriormente e drammaticamente ridotto alla luce della manovra economica, dell’aumento di prezzi e tariffe, nonché del demenziale incremento dell’IVA, non potrebbe essere diversamente.
Tutto ciò non potrà che avere nuove ripercussioni gravissime sull’andamento dei consumi e, quindi, dell’intera economia. Di questo passo, infatti, secondo le stime dell’O.N.F., ci stiamo avvicinando pericolosamente ad una caduta dei consumi del 4-5%, pari ad oltre 40 miliardi in meno nel mercato.
Una spirale drammatica, alimentata dalle scelte di questo Governo, che non ha fatto altro che avviare misure oltre che inique, depressive, senza neanche accennare ad un rilancio dell’economia.

«In assenza dei seri piani di rilancio degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca la quasi certezza è un’altra manovra e poi il baratro.» – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
Per questo riteniamo indispensabile ed urgente l’avvio di interventi all’insegna dello sviluppo, e della redistribuzione dei redditi verso le fasce più basse, vale a dire quelle che determinano in larga parte la domanda di mercato.

Le risorse per tali operazioni, stavolta, andranno però cercate dove ce ne sono in abbondanza, in particolare nelle tasche degli evasori e degli speculatori, e non, come fatto finora, in quelle già vuote delle famiglie a reddito fisso e dei pensionati.
In particolare le risorse andranno recuperate attraverso:
1. Un aumento della tassazione al 15-20% dei capitali «scudati».
2. Tassazione sulle rendite finanziarie.
3. Tassazione sui grandi patrimoni.

Tali risorse dovranno essere destinate solo ed unicamente ad uno sgravio per le famiglie a reddito fisso e ad un rilancio degli investimenti per lo sviluppo.