29 febbraio 2024
Aggiornato 10:30
Sicurezza alimentare

Gardini (Fedagri): «Lanciamo un nuovo patto con i consumatori»

«Occorre iniziare a comunicare al consumatore senza demagogia gli sforzi che le imprese dell’agroalimentare compiono ogni giorno per garantire, sicurezza, salubrità e qualità dei prodotti»

ROMA - Il mondo dell’agroalimentare ha bisogno di ristabilire un nuovo equilibrio nella comunicazione che riguarda la sicurezza alimentare. Si deve creare un nuovo patto con il consumatore che vada oltre posizioni demagogiche e che parli chiaro sulla base dell’evidenza scientifica dei fatti. La fiducia verso il mondo produttivo deve essere alla base delle scelte del consumatore».

È quanto ha dichiarato Maurizio Gardini, presidente di Fedagri-Confcooperative, anche a nome dei presidenti Giovanni Luppi di Legacoop Agroalimentare e di Giampaolo Buonfiglio di Agci-Agrital nel suo intervento al convegno «Qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare in Europa e nel Lazio», in corso a Roma, sottolineando che le cooperative, in virtù del forte legame con le imprese dei soci, con il territorio e la consolidata organizzazione interna, sono in grado di dare la massima garanzia in fatto di tracciabilità e sicurezza dei prodotti commercializzati.

«In virtù di questo nuovo patto di lealtà - ha continuato Gardini – è bene distinguere tra il concetto di sicurezza e di indicazione obbligatoria dell’origine: quest’ultima è diritto sacrosanto del consumatore che deve poter liberamente di scegliere se acquistare un prodotto italiano o meno. I prodotti europei infatti sono tutti sottoposti alle stesse regole sulla sicurezza e sulla tracciabilità e quindi ciò che contraddistingue il prodotto italiano da quello di un altro Paese è probabilmente la maggiore qualità del prodotto in termini organolettici o la tradizione agricola senza pari, dimostrata anche dal numero crescente di denominazioni protette provenienti dal nostro Paese».

Secondo Gardini in tema di fiducia tra produttori e consumatori sarebbe auspicabile anche maggiore chiarezza nello spiegare che le produzioni biologiche rispetto a quelle tradizionali si differenziano per caratteristiche qualitative e per metodi di coltivazione meno impattanti sull’ambiente ma che la sicurezza di un prodotto alimentare bio non è maggiore di quello tradizionale.

Sul fronte degli agrofarmaci invece Gardini ha posto l’accento sul fatto che «l’utilizzo sostenibile degli agrofarmaci è regolato da stringenti norme a livello europeo che stabiliscono i limiti di utilizzo in relazione alla salute umana».
«Bisogna infine ribadire – ha concluso Gardini - che le maggiori imprese dell’agroalimentare italiano e mondiale investono milioni di euro nei controlli di qualità e nelle certificazioni di prodotto e che la prima preoccupazione di una azienda che possiede un marchio noto al consumatore è proprio quella che esso non venga mai coinvolto in spiacevoli incidenti sulla sicurezza alimentare. Lo stesso vale per le grandi catene di distribuzione che impongono ai loro fornitori severissimi standard sanitari superiori a quelli applicati dagli altri canali distributivi».