22 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
La corsa alla guida del Fondo Monetario

Lagarde rompe gli indugi e si candida, ma rischia un'indagine

E gli Usa aprono al Messico mentre i Brics puntano i piedi su un europeo

PARIGI - Christine Lagarde ha rotto gli indugi e formalizzato in prima persona la sua candidatura alla guida del Fondo monetario internazionale. «Sono fermamente convinta che il Fondo debba proseguire nella sua evoluzione verso più reattività, più equità e più equilibrio - ha scritto il ministro dell'Economia francese in una nota distribuita alla stampa - allo scopo di meglio servire l'insieme dei suoi partecipanti». La carica di direttore si è resa vacante dopo le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn, connazionale della Lagarde, trascinato in uno scandalo dalle accuse di violenza sessuale da parte di una cameriera di un hotel di New York.

I Bric puntano i piedi - Fin da subito a Parigi il presidente Nicolas Sarkozy, in crisi di consensi è stato rapidissimo a spingere, inizialmente in maniera ufficiosa e ora in modo esplicito, sul suo ministro che gode di maggiore prestigio a livello internazionale. Popolarissima tra la stampa anglosassone, che da giorni la accredita come candidato di punta, la Lagarde potrebbe però trovare dei fastidiosi ostacoli in patria. E non solo. Sempre oggi i giganti emergenti hanno puntato i piedi sul fatto che sia nuovamente un europeo a dirigere il Fondo, mentre indirettamente gli Stati Uniti, senza frenare la candidata francese, hanno aperto a uno dei suoi potenziali rivali, il governatore della banca centrale del Messico, Agustin Carstens.

Rischi per un'indagine - Ad ogni modo il problema forse più insidioso sulla strada della Lagarde appare una possibile indagine della magistratura per malagestione di un contenzioso nel 2007 con il finanziere Bernard Tapie, che venne chiuso con arbitraggio controverso per il suo elevato costo a carico dei contribuenti: oltre 280 milioni di euro. I giudici transalpini potrebbero ritenere la cifra incompatibile con l'interesse pubblico. La decisione sul se procedere o meno con una indagine formale dovrebbe giungere il 10 giugno prossimo, il giorno in cui spirerà il termine per avanzare candidature al Fmi, mentre il nuovo direttore dovrebbe esser nominato entro fine giugno.
Per quanto oggi abbia precisato che porterà avanti la sua candidatura anche in caso di inchiesta, questo scenario potrebbe rivelarsi tutt'altro che facile visto che significherebbe sostituire un direttore francese 'licenziato' perché imputato di stupro, Strauss-Kahn, con un altro direttore francese, la Lagarde, indagato per un reato la cui pena può raggiungere cinque anni di reclusione. Dopo quanto appena accaduto, controversie processuali penali per la Lagarde rischierebbero di portare a una deriva grottesca al Fondo.