28 ottobre 2021
Aggiornato 23:30
L'agroalimentare Made in Italy rappresenta circa il 15 per cento del PIL

I primati agroalimentare del Made in Italy

Oltre 45 miliardi di Euro è il valore della produzione del solo settore agricolo

L'agroalimentare Made in Italy rappresenta circa il 15 per cento del Prodotto Interno lordo (PIL), secondo solo al comparto manifatturiero. Il fatturato nazionale (agricoltura, industria, distribuzione e servizi) – rende noto la Coldiretti - vale oltre 180 miliardi di Euro. Oltre 45 miliardi di Euro è il valore della produzione del solo settore agricolo. In agricoltura sono presenti quasi un milione di imprese (il 16% del totale delle imprese italiane) mentre circa 70.000 sono quelle dell'industria alimentare.

La superficie agricola coltivata è di circa 15 milioni di ettari, che rappresenta quasi la metà dell'intera superficie nazionale. Una attività che ha consentito di raggiungere primati quantitativi con l'agricoltura italiana che è in Europa il primo produttore di riso, tabacco, frutta fresca e ortaggi freschi; il secondo produttore di fiori, uova, pollame vini e mosti; il terzo produttore di carne bovine, barbabietola da zucchero, di frumento.

L'agricoltura italiana ha fatto la scelta di una campagna libera da organismi geneticamente modificati, che ha conquistato:
• la leadership europea nel biologico. In Italia - riferisce la Coldiretti - si trovano un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione superando il milione di ettari ( 1.067.101,66 ettari ) con 49.859 imprese agricole.
• la leadership europea nei prodotti tipici. Sono 171 i prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea, 113 Dop e 58 Igp (56 prodotti ortofrutticoli, 38 oli extravergini di oliva, 35 formaggi, 29 prodotti a base di carne, 3 prodotti da panetteria, 3 spezie o essenze, 2 aceti, 2 prodotti di carne e frattaglie fresche, 1 prodotto della pesca e 1 miele);
• Un ruolo di primissimo piano in campo enologico. Sono 487 - precisa la Coldiretti – i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 35 Docg e 136 Igt pari ad oltre il 60% della produzione vinicola nazionale);
• Il record del 99 per cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge, riconosce il primato della sanità e sicurezza alimentare del made in Italy alimentare.
• una ricchezza unica nei prodotti agroalimentari tradizionali. Nell'ultimo, recentissimo elenco (ottava revisione) sono 4.396 le specialità tradizionali censite dalle Regioni in quanto ottenute secondo metodiche praticate sul territorio in modo omogeneo e regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. Si tratta, per la precisione di 1.313 paste fresche e prodotti panetteria, biscotteria, pasticceria, confetteria, 1.237 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati, 733 carni, frattaglie fresche e loro preparazione, 455 formaggi, 149 bevande analcoliche, distillati e liquori, 149 prodotti di origine animale come miele, lattiero-caseari, escluso il burro, 138 preparazioni di pesci, crostacei e tecniche particolari di allevamento, 142 piatti composti o prodotti della gastronomia, 47 grassi come burro, margarina e oli e di 33 condimenti;
• un paesaggio unico che è metà di un crescente flusso turistico nei 772 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. Una tendenza confermata dalla crescita dell'agriturismo che puo' contare in Italia su 16.000 aziende agricole;
• una grande credibilità e responsabilità nei confronti dei consumatori. La provenienza nazionale degli alimenti gioca un ruolo importante nella percezione di sicurezza alimentare con quasi 9 italiani su 10 che si fidano di più se ciò che arriva sulle loro tavole è stato prodotto entro i confini nazionali con un atteggiamento in aumento nel corso degli ultimi 3 anni secondo quanto emerge dall' Indagine 2007 COLDIRETTI-SWG «Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione».