17 luglio 2019
Aggiornato 06:30
La nuova sede espositiva voluta da Miuccia Prada accanto a quella di Venezia

Fondazione Prada, a Milano il nuovo tempio dell'arte contemporanea

A sud est della città, 19mila metri quadrati ricavati da una ex-distilleria risalente agli anni dieci del Novecento completamente reinventata da Rem Koolhaas, archistar e urbanista olandese già autore dello store Prada su Rodeo Drive a Beverly Hills

MILANO - Milano in questo momento è Expo, certo, ma anche cultura, eventi, la Darsena ritrovata, i tanti monumenti restaurati simbolo della città antica, come Porta Nuova e Porta Ticinese. E da qualche giorno, anche culla di quello che, nelle intenzioni, sarà un nuovo polo dell'arte contemporanea. In largo Isarco, sud est della città, lungo uno snodo ferroviario ha aperto i battenti la maestosa Fondazione Prada: 19mila metri quadri ricavati da una ex-distilleria risalente agli anni dieci del Novecento completamente reinventata dallo studio OMA sotto la guida di Rem Koolhaas, archistar e urbanista olandese già autore dello store Prada su Rodeo Drive a Beverly Hills.

L'ACCADEMIA DEI BAMBINI E IL BAR LUCE - Caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina edifici preesistenti e tre nuove costruzioni, all’entrata l'edificio accoglie il pubblico con due spazi nati da collaborazioni speciali: l'Accademia dei bambini, un’area didattica dedicata ai più piccoli e sviluppata con gli studenti dell’École Nationale Supérieure d'Architecture de Versailles, e il Bar Luce, locale in stile marcatamente retrò partorito dalla mente di quel genio della macchina da presa che è Wes Anderson, che ha voluto ricreare l’atmosfera dei tipici caffè meneghini aggiungendoci un po' di vintage da set cinematografico anni Cinquanta. Le strutture in acciaio a vista, le ampie vetrate, i tavoli in formica dai colori pastello, il juke-box, i barattoli di bon bon fanno letteralmente sognare. Ci sono anche due meravigliosi flipper, uno ispirato al film di Anderson «Le avventure acquatiche di Steve Zissou» e l'altro a «Castello Cavalcanti», corto girato dal regista proprio per Prada. Da non perdere il Podium, il piccolo gioiello di Koolhaas, un parallelepipedo costruito con una luminosissima schiuma di alluminio in cui saranno ospitate le mostre temporanee, e la Haunted House, palazzina di quattro piani ricoperta in foglia d’oro contenente la meravigliosa collezione di Madame Prada.

LE MOSTRE DA NON PERDERE - Tantissime le iniziative già in corso: Robert Gober e Thomas Demand hanno realizzato delle installazioni site-specific in dialogo con le architetture industriali e con i nuovi spazi, Roman Polanski esplora le suggestioni cinematografiche che hanno ispirato i suoi film nel doc inedito «Roman Polanski: My Inspirations» ed è possibile visitare le mostre «Serial Classic», a Milano, e «Portable Classic», nella sede di Venezia che continua ad essere attiva, curate da Salvatore Settis. La prima (aperta a fino al 24 agosto) è dedicata alla scultura classica ed esplora il rapporto ambivalente tra originalità e imitazione nella cultura romana e il suo insistere sulla diffusione di multipli come omaggi all’arte greca: 70 opere che si aprono con un approfondimento sugli originali perduti e loro copie multiple. La mostra «Portable Classic» (a Venezia fino al 13 settembre) esplora invece origini e funzioni delle riproduzioni in miniatura di sculture classiche, presentando oltre 90 lavori.