26 maggio 2020
Aggiornato 05:00
Serie TV

Homeland indigna i pachistani

Non si placa infatti la furia del Pakistan contro Washington, scatenata dalla serie televisiva giunta alla quarta stagione e prodotta dal canale Showtime.

NEW YORK - The Interview non è certo l'unico film ad aver creato problemi agli Stati Uniti. Non si placa infatti la furia del Pakistan contro Washington, scatenata da una serie televisiva: Homeland, giunta alla quarta stagione e prodotta dal canale Showtime.

Questa stagione della serie tv infatti include una storia in cui un agente dell'intelligence del Paese asiatico aiuta un gruppo di terroristi a compiere attentati, tra i quali uno contro l'ambasciata americana a Islamabad. La settimana scorsa, Nadeem Hotiana, il portavoce dell'ambasciata pachistana a Washington, ha pubblicato una nota criticando la scelta del canale: «Lo show mostra e rinforza alcuni stereotipi sugli Stati Uniti e sul Pakistan che non rappresentano al massimo gli interessi di entrambi gli Stati».

«Le insinuazioni che una agenzia d'intelligence pachistana abbia progettato attacchi terroristici ai danni di innocenti pachistani non sono solo assurde, ma anche un insulto ai migliaia di agenti pachistani in guerra contro il terrorismo», ha detto Hotiana.

Ma facendo riferimento agli ultimi anni, il collegamento tra il governo pachistano e i suoi servizi segreti con movimenti terroristici non appare così «assurdo» agli occhi dei funzionari americani. Nel settembre 2011 l'ammiraglio Mike Mullen ha dichiarato davanti a una commissione del Congresso che i servizi segreti del Paese asiatico hanno sostenuto alcuni gruppi di estremisti. Questi aiuti avrebbero portato all'attacco dell'ambasciata americana a Kabul, Afghanistan, in cui morirono più di dieci persone.

Il Pakistan ha sempre negato le accuse e il portavoce della Casa Bianca in quel periodo, Jay Carney, aveva condannato le parole troppo forti di Mullen. Ancora prima di quell'episodio, Osama bin Laden fu ucciso nel suo rifugio ad Abbottabad, in Pakistan, a pochi chilometri dall'accademia militare del Paese. In molti fecero emergere dubbi sul fatto che il governo di Islamabad non fosse a conoscenza del nascondiglio usato per anni dal leader di al Qaeda.

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