24 maggio 2024
Aggiornato 05:00
MotoGP

Dietro le quinte della Honda con Marquez e Pedrosa

Iniziano oggi gli ultimi tre giorni di test, la preparazione finale in vista del primo GP. E la casa di Tokyo, favorita d'obbligo, non può permettersi di fallire

ROMA – In Qatar scatta oggi il test della verità, l'ultimo prima del Gran Premio inaugurale della nuova stagione che si terrà, sempre a Losail, il prossimo 18 marzo. L'occasione per completare la preparazione e compiere le ultime scelte sull'assetto della moto prima che si spengano i semafori: uno snodo fondamentale, dunque, prima di tutto per la Honda, campione del mondo in carica e finora apparsa come la più in forma di tutte nelle precedenti prove in Malesia e Thailandia. «Sono felice di come è andato finora il nostro pre-campionato – ammette l'iridato Marc Marquez – Abbiamo iniziato meglio dell'anno passato, ma dobbiamo restare concentrati sul lavoro che ci aspetta. Ora dobbiamo riconfermare tutto in Qatar, una pista particolare e difficile. Stiamo ancora lavorando per comprendere al meglio il nuovo motore e adattare l'assetto al mio stile di guida. Da Sepang a Buriram abbiamo già compiuto un passo in avanti e me ne aspetto un altro in Qatar. Ci siamo già concentrati sul passo gara e sulla costanza e la sensazione in moto in generale mi ha soddisfatto».

Arriva anche la pioggia (finta)
Dunque la casa di Tokyo ha addosso tutti gli occhi del paddock della MotoGP e non può permettersi di fallire questo ultimo appuntamento: «Sarà molto interessante vedere come andranno le cose in Qatar e avere anche la chance di valutare lì il nostro motore – aggiunge Dani Pedrosa – Finora lo abbiamo provato in due posti molto caldi e ora dovremo metterlo a punto per una situazione diversa e condizioni più fresche. Quello di Losail è anche un circuito polveroso e questo sarà un altro aspetto da valutare. Ovviamente il nostro obiettivo è quello di arrivare alla prima gara il più preparati possibile. Un'altra differenza sarà il test sul bagnato che svolgeremo all'ultimo giorno: avendo incontrato la pioggia in qualche occasione in Qatar, ci è stato chiesto di dare la nostra opinione sul tracciato inumidito artificialmente».