7 dicembre 2019
Aggiornato 06:30

Beltramo: C'è la conferma, la Yamaha ora va forte

Con la doppietta di Maverick Vinales e Valentino Rossi nella seconda giornata di prove pre-campionato in Malesia, la casa di Iwata ha ribadito i passi avanti compiuti

MILANO – La seconda giornata di test pre-campionato della MotoGP 2018 a Sepang ha premiato le Yamaha: «Vanno effettivamente molto bene, visto che davanti ci sono Maverick Vinales e Valentino Rossi, racchiusi in 35 millesimi di secondo – racconta il nostro Paolo Beltramo – Loro si sono detti soddisfatti, confermando le sensazioni di ieri in cui avevano percepito che la moto faceva quello che volevano, era più facile da guidare. E, pur se non è ancora stata portata a termine una simulazione di gara, sembra che le cose vadano molto meglio anche sul fronte del consumo delle gomme, ovvero il problema principale del telaio 2016, da cui deriva questo nuovo. Ovviamente siamo a Sepang, e ci sarebbe bisogno di andare in circuiti diversi. Ma così stanno le cose al momento».

Sorrisi in Ducati
Grandi soddisfazioni, ciascuno per i suoi motivi, per la Rossa di Borgo Panigale: «Bene anche la Ducati, con Jorge Lorenzo quarto a 143 millesimi dal primo – prosegue Paolone – poi c'è Jack Miller quinto, che è andato fortissimo anche lui, confermando la bontà della moto 2017 e di se stesso. Non sarà Casey Stoner, questo australiano, ma non è nemmeno un fermo. Stoner, peraltro, che era a Sepang come collaudatore Ducati e aveva quel sorriso che gli è venuto quando ha smesso: quello di un uomo felice con la fortuna consapevole di potersi a volte divertire guidando queste moto, senza prendersi troppi rischi e svegliandosi la maggior parte dei giorni dell'anno nel proprio letto con le sue due bambine. Questo era quello che ricercava quando ha smesso e siamo contenti che la sua scelta si sia rivelata giusta».

Mucchio selvaggio
Altri si sono dedicati invece allo chassis: «Johann Zarco sesto ma ancora non così convinto del telaio 2017, nell'ultima versione di Valencia: forse tornerà indietro. In casa Honda Marc Marquez, che è settimo, ancora non si è dedicato al telaio nuovo, lo proverà domani: per ora ha testato i due motori diversi, uno con più potenza, l'altro con più coppia, ma la caratteristica fondamentale è che sembra che vadano meglio di quelli dell'anno scorso. Anche lui non è riuscito a fare i giri veloci sul finale con le gomme nuove, ma comunque è a tre decimi». Del resto i divari sono tutti molto limitati: «La sostanza è che ci sono ben dodici piloti sotto il muro in due minuti e i distacchi sono veramente risibili: in 907 millesimi ci sono ben quattordici piloti, con tutte le case. Bellissimo».