27 ottobre 2020
Aggiornato 01:30
MotoGP

Beltramo intervista Gresini: «Aprilia, il bello arriva adesso»

Il team manager traccia il bilancio della stagione appena conclusa: per la sua squadra, che ha iniziato un miglioramento destinato a continuare anche nel 2018, ma anche per i rivali

VALENCIAFausto Gresini, nel 2018 avete stabilito un record che sarà difficile portarvi via. Tra Jorge Navarro in Moto2 e il duo dell'Aprilia in MotoGP sarete caduti cento volte.
Forse anche di più.

Se facciamo una media di diecimila euro a caduta...
Sei stato basso. Abbiamo fatto i nostri danni, ma abbiamo anche dato da lavorare a molte aziende italiane. Ci dovranno ringraziare.

La scelta di Sam Lowes si è rivelata sbagliata. Non ha trovato il suo limite: o andava piano o cadeva.
Non si è adattato a questa categoria, è diverso. Ho sempre pensato che Sam sia un pilota veloce, ma la MotoGP va guidata in modo diverso rispetto alla Moto2. In più sicuramente aveva una moto continuamente in sviluppo, quindi trovare la strada per sistemarla era più difficoltoso, e questo non l'ha aiutato. Ha fatto un po' fatica, qualche caduta di troppo c'è stata: sicuramente questa categoria non l'ha messo in buona luce, ed è rimasto in difficoltà per tutta la stagione.

In compenso l'ingegner Romano Albesiano ha svolto un buon lavoro tecnico e Aleix Espargaro è caduto molto in gara, ma è stato spesso veloce in prova. Quindi la prestazione sul giro c'è: adesso comincia il bello.
Analizzando questa stagione devo dire che Aprilia, con Romano e Aleix, è cresciuta molto e siamo riusciti ad ottenere delle buone prestazioni, non solo sul giro secco ma anche sulla durata. Siamo stati poco incisivi in gara, a volte perché non ci siamo accontentati, e il risultato finale non rispecchia esattamente il nostro potenziale. Detto questo, c'è ancora tanto lavoro da fare, ma Aprilia oggi ha le idee molto chiare su ciò che deve fare per migliorare questa moto. Mi aspetto di migliorare il prossimo anno.

E poi, oltre alle tue squadre, dai una mano anche a Paolo Simoncelli...
Con Paolo c'è un buon rapporto, sono contento di averlo accompagnato in un percorso che oggi lo vede impegnato nel Motomondiale. E, se si può dire, un po' più sereno. Marco ci manca lo stesso, ma almeno Paolo è qui e questo mi fa molto piacere.

Come giudichi questo Mondiale MotoGP? Quasi incredibile che Andrea Dovizioso sia riuscito a riaprirlo e a portarlo fino alla fine.
Fantastico. All'inizio abbiamo visto Maverick Vinales con la Yamaha andare molto forte, si pensava che per lui sarebbe stato quasi facile. Poi è andato in crisi, abbiamo visto vincere Valentino Rossi, che è sempre molto bello e attraente per tutti. Ovviamente la Honda è sempre stata lì con Marc Marquez, anche se all'inizio sembrava un po' in difficoltà. La Ducati anche lei c'è sempre stata, pur con qualche gara storta, ma da un certo punto della stagione ha iniziato a fare risultati. E Dovizioso è cresciuto tantissimo.

Come ti spieghi un pilota che in dieci anni di MotoGP vince una gara, e poi ne vince sette in un anno?
Questo sta a dimostrare che la MotoGP non è facile e c'è sempre spazio per crescere. E per le sorprese. È una categoria veramente incredibile. Credo che Andrea sia migliorato molto, soprattutto insieme al pacchetto Ducati. Hanno fatto un grande lavoro. Il suo salto di qualità maggiore è stato nella certezza di poter vincere, che si ottiene solo quando hai la percezione di poter battere gli altri. E battendo uno come Marquez acquisisci ulteriore sicurezza.