27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Formula 1 | Video-editoriale per il Diario Motori

Minardi: Perché questa doppietta Ferrari è determinante per il Mondiale

Il Gran Premio d'Ungheria non ha soltanto messo in luce i punti di forza della Ferrari, che si è dimostrata superiore alla Mercedes sui circuiti lenti e con le gomme supersoft, ma ha di fatto tenuto aperto un campionato che rischiava sostanzialmente di chiudersi già al giro di boa della stagione

FAENZA – Il Gran Premio d'Ungheria ha regalato una fondamentale doppietta a Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen e soprattutto ha rimesso in luce i punti di forza della Ferrari: «Giro di boa di questo campionato affascinante, che fino alla fine si giocheranno in pochi punti Lewis Hamilton e Sebastian Vettel – commenta il nostro Gian Carlo MinardiUna gara in cui la Ferrari ha dimostrato di essere competitiva e di poter battere la Mercedes in certi circuiti. In modo particolare con le gomme supersoft è una macchina vincente: lo abbiamo visto nella prima parte di gara in cui Vettel e Raikkonen avevano guadagnato parecchio su Bottas e Hamilton. La Mercedes, invece, è più competitiva con le gomme soft: e infatti c'è stato il recupero di Hamilton sui due ferraristi».

Il campionato resta aperto
Con la gara dell'Hungaroring siamo giunti dunque a metà stagione: «Ci stiamo avviando verso una seconda parte di campionato in cui ci saranno circuiti favorevoli alla Ferrari e altri alla Mercedes – prosegue il fondatore dell'omonimo team – Ma il risultato di Budapest è determinante, secondo me, perché se anche su questa pista le Frecce d'argento avessero fatto l'en plein come a Silverstone probabilmente il campionato sarebbe stato chiuso. In questo momento abbiamo un Mondiale aperto, con Vettel che ha quattordici punti di vantaggio su Hamilton. Bisognerà sfruttare al massimo il potenziale, soprattutto nei tracciati lenti. Attenzione, però, alla terza forza in campo, che potrebbe disturbare il risultato finale: Verstappen, proprio in un circuito lento, in cui il motore non è determinante, ha compiuto un grosso recupero, e solo quei dieci secondi di penalità per l'errore stupido commesso alla seconda curva con il suo compagno di squadra hanno compromesso la sua gara».