2 dicembre 2022
Aggiornato 00:30
Calcio | Juventus

Massimiliano Allegri: «Il ritiro non è stata una punizione e nessuno si è lamentato»

Momento difficile per i bianconeri, attesi dal derby e in ritiro alla Continassa dopo la sconfitta contro il Maccabi Haifa. Ecco le parole in conferenza stampa del tecnico della Juventus

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus
Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus Foto: Agenzia Fotogramma

TORINO - "Nessuno si è lamentato del ritiro, queste sono voci infondate. La squadra non ha mai chiesto di non fare il ritiro. Siamo rientrati mercoledì sera, poi la mattina alle 10 eravamo di nuovo in campo. Siamo concentrati nel volerci tirare fuori da questa situazione, che non è bella. Dobbiamo iniziare a fare risultati». Parola di Massimiliano Allegri alla vigilia del derby con il Torino in programma oggi alle 18.

«Il ritiro - prosegue Allegri - non è una punizione ma un momento per stare insieme visto che avevamo tempo per fare doppi allenamenti. Per ridare ordine, perché quando mancano i risultati si tende a vedere più nero di quello che è. In questo momento stare insieme può fare solo che bene. Ho parlato con loro, venivamo dal Milan e da Haifa, semplicemente ho detto: 'Ci vediamo domani mattina'».

Sugli obiettivi dice: «Gli obiettivi sono sempre gli stessi: siamo in ritardo in campionato, purtroppo la settimana con Salernitana e Monza l'abbiamo pagata. In campionato abbiamo 29 partite per recuperare e dobbiamo iniziare subito. Alla Champions penseremo dopo l'Empoli. Dobbiamo ripartire a giocare, bisogna stare attenti, corti. Lavorare di squadra e cercare di ottenere un risultato positivo».

Le parola di Agnelli hanno rassicurato l'ambiente: «Il presidente ha sicuramente caricato l'ambiente: bisogna compattarsi ancora di più tra tutte le componenti, compresi i tifosi. Bisogna fare le cose semplici e ordinate. Non è che c'è da ruotare: chi ha giocato più partite ha bisogno di rifiatare a livello fisico e mentale. La formazione la faccio in base alle caratteristiche dell'avversario e dei miei giocatori. Domani affrontiamo il Torino, partita complicata ma bisogna fare risultato».

Se occorre puntare sulla vecchia guardia o i giovani dice: «In questo momento l'incoscienza non ci deve abbandonare, fa parte sia dei giovani che degli anziani. L'incoscienza è quel qualcosa in più che aiuta a venir fuori nei momenti difficili. Il campo dirà domani che partita faremo». La sfida Juve «è una sfida di tutti, tutti dobbiamo uscirne in questo momento. Vinciamo tutti insieme e perdiamo insieme allo stesso modo. La squadra ha lavorato bene, oggi pomeriggio faremo la rifinitura e domani alle 18 giochiamo la partita».

Sui dati dice: «I dati sono fini a se stessi, ma nelle 7 partite in cui abbiamo corso di più abbiamo fatto 4 pareggi, 1 vittoria e 2 sconfitte. Quando abbiamo corso meno degli avversari, invece, abbiamo raccolto 3 vittorie e 3 sconfitte. I dati sono validi, ma non ce n'è uno che risolve il problema. Bisogna vedere piuttosto come si corre, quanto si corre, come è andata la partita. Ora bisogna fare una partita ordinata e con la cattiveria agonistica, troviamo il Torino che fa della pressione la sua forza».

Si parla della partita in Israele: «L'approccio di Haifa non è stato buono, sono cose che non deve accadere. Già da domani bisogna invertire la rotta. Juric? Ha buoni giocatori anche a livello tecnico». La squadra è con lui: «Abbiamo tanta voglia di arrivare a un risultato, nessuno ci può regalare niente e bisogna superare tutte le difficoltà. Indipendentemente da domani, non sarà una partita a risolvere una situazione. Facciamo un passo alla volta come squadra, poi vedremo».