27 giugno 2022
Aggiornato 13:30
Calcio italiano

Antonio Conte nella Hall of Fame del calcio italiano

A Maggio premiati anche Carletto Mazzone e Andrea Pirlo. «Per me - dichiara Conte - questo premio è sicuramente motivo di orgoglio, una grande soddisfazione. Significa affiancare personaggi che hanno fatto la storia del nostro calcio»

Antonio Conte nella Hall of Fame del calcio italiano
Antonio Conte nella Hall of Fame del calcio italiano Foto: ANSA

ROMA - Dopo Sacchi, Trapattoni, Lippi e Mancini, Antonio Conte è il quinto ex cittì azzurro ad entrare nella categoria 'Allenatore' della Hall of Fame del calcio italiano, ennesimo riconoscimento ad una carriera nata e proseguita sotto il segno del successo. Un ritorno in famiglia per un tecnico carismatico che in azzurro ha raccolto vittorie sia in campo che in panchina. «Per me - dichiara Conte - questo premio è sicuramente motivo di orgoglio, una grande soddisfazione. Significa affiancare personaggi che hanno fatto la storia del nostro calcio».

Cinque scudetti vinti, oltre ai trofei internazionali quali la Coppa UEFA, la Champions League e la Coppa Intertoto, vicecampione del mondo nel 1994 e vicecampione d'Europa nel 2000 con la maglia azzurra la sua carriera da calciatore. Nelle vesti di allenatore ha raggiunto due promozioni in serie A sulla panchina del Bari e su quella del Siena, con la Juve tra il 2011 e il 2014 si è confermato campione d'Italia per tre stagioni consecutive, oltre ad avere vinto due Supercoppe italiane; quindi con il Chelsea ha trionfato nella Premier League e nella FA Cup e con l'Inter si è laureato campione d'Italia. Ma non dimentichiamo i due anni da cittì sulla panchina azzurra, quando ha guidato l'Italia fino ai Quarti di finale del Campionato Europeo 2016.

La Giuria della Hall of Fame ha scelto di premiare Conte come allenatore, ma avrebbe potuto tranquillamente essere inserito nella categoria 'Giocatori' visti gli innumerevoli trofei nella sua bacheca. «Penso - spiega Conte - che alla fine il riconoscimento sia stato dato considerando entrambe le mie carriere, sia quella di calciatore che quella da allenatore, anche perché in tutti e due i casi ho avuto un percorso importante, con la fortuna e la bravura di vincere praticamente tutto quello che c'era da vincere. Purtroppo è mancato solo qualcosa con la Nazionale, considerando che sono stato vice campione del mondo e d'Europa. Da allenatore sto cercando di ripercorrere lo stesso percorso importante».

Ed è proprio la maglia azzurra indossata a Usa '94 con il numero 15 sulle spalle il cimelio che l'ex cittì ha consegnato al Museo del Calcio. A Coverciano, la casa dell'Italia, Conte ha vissuto momenti indimenticabili. «Entrare a Coverciano - conferma - è sempre una grandissima emozione. Da quando arrivi al cancello, il centro tecnico suscita emozioni forti, soprattutto perché ci ho vissuto prima da calciatore, ma anche e soprattutto da Ct della Nazionale, che è un'emozione unica. Coverciano per me è stata e sarà sempre casa mia».

A maggio, quando si celebreranno due edizioni della Hall of Fame a causa del rinvio dello scorso anno per il Covid, sarà premiato insieme a Carlo Mazzone, che a Lecce lo lanciò definitivamente dopo l'esordio con Fascetti. «Ho sempre detto che nella mia carriera ho avuto la fortuna di avere allenatori che hanno vinto tanto, come Trapattoni, Sacchi, Ancelotti e Zoff. Ma al tempo stesso ho sempre ricordato due allenatori per me fondamentali, uno è Fascetti e l'altro proprio Mazzone. Sono stati loro due a forgiarmi nel momento più importante della carriera di un calciatore, quando sei giovane e hai bisogno di bastone e carota. Non finirò mai di ringraziare queste due persone, sono stati entrambi fondamentali per diventare quello che sono diventato».

Tra i calciatori invece ci saranno Pirlo, che Conte ha allenato in Nazionale e alla Juve, e Nesta, compagno di squadra in Azzurro. «Pirlo - racconta il tecnico - è una delle poche persone del mondo del calcio con la quale, quando c'è la possibilità di stare insieme, condivido diversi momenti, anche con le rispettive famiglie. È una persona eccezionale, è stato un piacere essere stato suo allenatore in un periodo in cui qualcuno pensava che la sua carriera fosse ormai al capolinea, quando è andato via dal Milan. È stato uno di quelli che più mi ha aiutato, insieme a Buffon e Del Piero, nell'impresa di portare un gruppo di ragazzi giovani a vincere il primo scudetto e aprire un ciclo di vittorie alla Juventus. Con Nesta ricordo con grande piacere l'esperienza vissuta insieme in Nazionale, è un bravissimo ragazzo oltre ad essere stato uno dei più forti difensori che l'Italia abbia mai avuto».

E poi Lele Oriali: «Ho avuto il piacere di conoscerlo solo quando sono arrivato in Nazionale, successivamente abbiamo vissuto insieme due anni fantastici all'Inter, culminati con lo scudetto. Mi ha aiutato tanto in entrambe le situazioni, è una persona che riesce a dare sempre un valore aggiunto al team, e soprattutto all'allenatore, è un grande lavoratore e un uomo di cui puoi fidarti, uno che antepone sempre gli interessi del club o nel caso della Nazionale ai propri, uno che si dedica totalmente al gruppo. Siamo molto simili e c'è grande stima tra noi, anche con lui quando c'è la possibilità ci frequentiamo fuori dal campo, con le famiglie».

Proprio la Nazionale in questi giorni si trova a Coverciano per preparare i play off, il messaggio di Conte per gli Azzurri è quello di un ex calciatore e di un ex cittì che non ha mai dimenticato il suo amore per l'Italia: «Sicuramente non siamo stati fortunati, sia nel girone che nel sorteggio. Però siamo l'Italia e sappiamo benissimo cosa fare, siamo noi i Campioni d'Europa, non dimentichiamolo. Certo, non sarà semplice, perché le due squadre più forti tra quelle finite ai play off sono proprio Italia e Portogallo, però ritengo che abbiamo le carte in regola per andare ai Mondiali. Dobbiamo andare ai Mondiali».