24 maggio 2022
Aggiornato 04:30
Calcio | Juventus

Allegri: «Ogni tanto un po' di casino ci vuole»

Il tecnico dei bianconeri alla vigilia del match con la Salernitana: «Stamani abbiamo provato alcune soluzioni, ma abbiamo dei rientranti come Chiellini, Dybala e Bernardeschi che stanno meglio ma non hanno 90' nelle gambe»

Il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri
Il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri Foto: juventus.com

TORINO - «I giocatori hanno fatto una richiesta e io gli ho detto 'no', senza nessun problema. Non è successo niente e non c'è stata nessuna discussione. Anzi, hanno capito e sono stati bravi. Domani è una partita delicata e restiamo in ritiro insieme appassionatamente da stamani, così ci riposiamo e stiamo più sereni». Parola di Massimiliano Allegri alla vigilia del match con la Salernitana.

Nessun litigio: «Ogni tanto - continua - un po' di casino ci serve, sennò diventiamo piatti. Dopo il Villarreal prima di addormentarmi ho detto: 'Siamo troppo piatti, dobbiamo trovare un pretesto per far casino'. Ringrazio i ragazzi». Vista l'assenza di Locatelli a centrocampo: «Devo scegliere chi far partire dal primo minuto. Stamani abbiamo provato alcune soluzioni, ma abbiamo dei rientranti come Chiellini, Dybala e Bernardeschi che stanno meglio ma non hanno 90' nelle gambe».

«Stiamo costruendo un percorso importante»

Cosa vuole aggiungere dopo la sconfitta contro il Villarreal: «Non c'è niente da chiarire. Con la società stiamo costruendo un percorso importante dove abbiamo messo delle buone basi. Non tutto si può ottenere subito perché per costruire ci vuole tanto, ma siamo sulla buona strada e abbiamo trovato anche una scorciatoia. Invece per distruggere ci vuole poco e dobbiamo stare molto attenti. Siamo passati da una situazione molto pericolosa, quando il 6 gennaio eravamo a -10 dall'Atalanta. Lì siamo stati bravi e fortunati, cosa che non ci è capitata mercoledì scorso. Ora però dobbiamo consolidare il quarto posto e avremo la possibilità eventualmente di giocarsi uno scontro diretto contro l'Inter a -3, cosa che il 6 gennaio non ci si poteva neanche immaginare: questo deve essere lo stimolo nostro per affrontare il match di domani. Però ricordo: serve equilibrio. Martedì non avevo detto che potevamo vincere la Champions, io avevo detto solo di avere l'ambizione, perché sennò cosa si lavora a fare. Poi giovedì era tutto un fallimento, ma ci vuole equilibrio. Col Villarreal abbiamo giocato bene, creando cinque o sei palle gol nel primo tempo in un ottavo di finale. Impossibile crearne dodici o tredici. Poi, non sempre le ciambelle col buco. Il calcio è questo. Il positivo è che dopo la sosta avremo qualche giocatore di nuovo a disposizione, tranne Chiesa e McKennie. Da lì in poi se sbaglierò la formazione avrò la possibilità di rimediare».

Obiettivo minimo il quarto posto: «Quelli che giudicano mi sanno di poco. Io devo guardare insieme alla società - che mi ha chiamato per questo - la costruzione di questa squadra per tornare a vincere. A gennaio abbiamo fatto un grande mercato di gennaio, e ora faremo delle valutazione su come andare a migliorare la squadra ancora. Poi, se il quarto posto è un fallimento non lo so. Se lo ritenete così, fate bene a scriverlo. A calcio tanto chi vince è bravo, chi perde... Non è che c'è da spaccare l'atomo, c'è solo da vincere e portare a casa gli obiettivi partendo da quello che abbiamo a disposizione. Ora pensiamo a battere la Salernitana, che è un osso duro».

Sulla gestione dell'imprevisto della sua squadra aggiunge: «Dall'1-0 al 2-0 avevamo ripreso con ordine e lucidità a giocare. Poi angolo, mezzo rimpallo e 2-0: siamo stati disattenti. Succedono anche queste cose nel calcio, ma fino al 2-0 siamo stati ordinati e in partita. Ora ho chiesto ai ragazzi di smaltirla: la fortuna e la bellezza del calcio è che domani abbiamo la possibilità di rifarci subito».

«Per costruire ci vuole tempo»

Sulla intaleiatura della squadra per il prossimo anno aggiunge: «Per costruire ci vuole tempo. Con il mercato di gennaio e il lavoro che stiamo facendo, abbiamo accorciato i tempi della costruzione. Quindi sono contento di come stiamo lavorando, poi è normale che ogni anno la squadra debba essere aggiustata, migliorata e sistemata, ma va fatto con lucidità, senza farsi prendere dalle cose di pancia tipo pensare che dopo il Villarreal sia tutto da buttare. Io ho molta fiducia in questa squadra per i suoi margini di miglioramento».

Sulle potenzialità della Juve aggiunge: «Come ha detto Arrivabene, l'obiettivo minimo era l'ottavo di finale e il quarto posto in campionato. Dopo le difficoltà dell'inizio, tutto l'ambiente ha ritrovato fiducia e modo di lavorare diverso. Ora siamo in una situazione dove bisogna fare un passetto alla volta. Arrivare il 3 aprile, e questo passa dal match di domani, a giocarsi il terzo posto con l'Inter sarebbe già un buon successo. Poi mancano otto partite e non dobbiamo fare giudizi assoluti. Arrivare secondi, terzi o quarti, cambia poco».