2 dicembre 2021
Aggiornato 03:30
Lo sport al tempo del Covid

Vezzali: «Non prevediamo di aumentare la capienza degli impianti in questo momento»

La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega allo sport: «Ci si muove seguendo un'ottica di prudenza. Ovviamente il tutto è legato a quella che è la condizione epidemiologica e le vaccinazioni»

La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Valentina Vezzali
La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Valentina Vezzali ANSA

In questo momento, considerando la quarta ondata di coronavirus che sta colpendo l'Italia, «non sarà possibile» aumentare le capienze degli impianti sportivi sia all'aperto sia indoor, perchè ci si muove seguendo «un'ottica di prudenza». Lo ha chiarito la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Valentina Vezzali, che conserva comunque una speranza di incrementare la percentuale al Pala Alpitour per le Nitto Atp Finals di tennis.

«La ripartenza dello sport è passata anche attraverso interventi nell'arco di questi due anni di pandemia che lo stato ha fatto in maniera diretta, con oltre due e miliardi e mezzo di risorse destinati allo sport, dal sostegno ai collaboratori sportivi a quello alle tante asd (associazioni sportive dilettantistiche)», ha esordito Vezzali, intervenuta a 'I piani per la Ripartenza', l'appuntamento dedicato allo sport italiano di RCS Academy con la collaborazione della redazione Sport del Corriere della Sera.

«Per quanto riguarda poi il tema della capienza è molto importante, significa far tornare la gente a vivere dal vivo le emozioni dello sport. Ovviamente il tutto è legato a quella che è la condizione epidemiologica e le vaccinazioni: ritengo che la cautela che il governo ha sempre seguito in questi anni sia importante. Ad aprile siamo partiti mettendo in sicurezza la possibilità di giocare a Roma le quattro partite dell'Europeo, siamo partiti con un rischio ragionato del 25 per cento del pubblico allo Stadio Olimpico. Da quel 25 per cento siamo poi passati a luglio al 50 per cento gli impianti all'aperto e al 35 per cento per quelli al chiuso».

«A settembre, vista la situazione epidemiologica in miglioramento visto con il calo dei casi e al buon andamento delle vaccinazioni, discusso con il generale Figliuolo, siamo passati al 75 per cento di capienza per il pubblico all'aperto e al 60 per cento al chiuso. Il tema di un eventuale aumento in questo momento, considerando il trend in crescita che vedrà i casi aumentare in modo esponenziale, forse non sarà possibile, anche per ragioni di cautela e per far capire che non possiamo parlare di un'apertura globale e un 'liberi tutti' perchè il Covid-19 è stato debellato e non ci sarà più. C'è quindi un'ottica di prudenza».

«Avrò un'audizione con il CTS per quanto riguarda le ATP Finals, che hanno preso il via a Torino: ho presentato una richiesta in cui chiedevo di poter consentire una capienza di pubblico pari al 75/80 per cento e il 5 dicembre il CTS aveva espresso la propria posizione favorevole a questa percentuale, riservandosi però di poterla rivalutare la settimana successiva, nell'ottica dei dati dei contagi», ha aggiunto Vezzali.

«Alla luce di questo, venerdì il CTS si è espresso in maniera negativa e quindi la capienza di pubblico rimarrà al 60 per cento: questo però non ha permesso agli organizzatori di potersi muovere per tempo e si è quindi creata un po' di criticità per le persone che sono venute a Torino per vedere le ATP Finals».

La sottosegretaria confida dunque di «poter chiedere una minima percentuale superiore al 60 per cento per consentire alle persone che si trovano a Torino di poter accedere, sempre nel rispetto dei protocolli anti-Covid che sono molto rigidi».