7 aprile 2020
Aggiornato 10:30
Tennis

Maria Sharapova si ritira dal tennis

La tennista siberiana, vincitrice di cinque slam ed ex n.1 al mondo, ha scelto il suo profilo Instagram per comunicare la notizia: «Continuerò a crescere. Tennis, ti sto dicendo addio»

La tennista russa Maria Sharapova
La tennista russa Maria Sharapova ANSA

ROMA - Maria Sharapova, 32 anni, ha annunciato il ritiro dalle competizioni. La tennista siberiana, vincitrice di cinque slam ed ex n.1 al mondo, ha scelto il suo profilo Instagram per comunicare la notizia: «Il tennis mi ha mostrato il mondo e mi ha mostrato di che pasta sono fatta. È come mi sono messo alla prova e come ho misurato la mia crescita. E così in qualunque cosa potrei scegliere per il mio prossimo capitolo, la mia prossima montagna, continuerò a spingere. Continuerò ad arrampicare. Continuerò a crescere. Tennis, ti sto dicendo addio».

Masha lascia con 5 trionfi nei tornei del grande Slam ed è una delle 10 tenniste ad aver completato il Career Grand Slam - aver vinto almeno una volta tutti e 4 gli Slam -, è inoltre la terza giocatrice in attività per numero di titoli vinti in singolare. Il finale della sua carriera è stato rovinato da una squalifica per doping.

Italia-Corea del Sud di Davis si gioca con il pubblico a Cagliari

«Se avessimo scelto Torino come io volevo inizialmente, avremmo dovuto giocare a porte chiuse. Invece a Cagliari ce la facciamo, il mare rappresenta una protezione e sarà uno spot per la nostra terra in un momento cosi delicato e problematico». Lo ha detto il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, presentando Italia-Corea del Sud di Coppa Davis in programma il 6 e il 7 marzo prossimi sulla terra rossa all'aperto del Tennis Club Cagliari.

«Avere quindi il tennis qui a Cagliari in una fase storica vincente dopo un 2019 indimenticabile e per di più in un incontro decisivo di qualificazione per il campionato del mondo, è qualcosa di straordinario - ha proseguito - Potremmo dire un evento irripetibile a breve, visto che la formula è cambiata e non consente di avere diversi turni, quindi varie possibilità di giocare in casa». Poi torna sul coronavirus: «La circostanza che Italia e Corea del Sud siano entrambi Paesi coinvolti ci dà una mano: i problemi li creano magari i Paesi non coinvolti perché hanno paura poi che gli atleti non possano tornare a casa».

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