21 maggio 2019
Aggiornato 15:00

Da Conte all’effetto domino delle panchine in Europa

La scelta del tecnico pugliese potrebbe scatenare una girandola di cambi alla guida delle principali società italiane e straniere

Antonio Conte è l'allenatore più cercato d'Europa
Antonio Conte è l'allenatore più cercato d'Europa ( ANSA )

MILANO - A Roma fa freddo, tanto freddo, nonostante maggio sia già iniziato da quasi dieci giorni. In più, una secchiata d’acqua ancora più gelida è arrivata nella mattinata di martedì quando dalle pagine della Gazzetta dello Sport è stata resa pubblica l’intervista di Antonio Conte che ha ufficialmente declinato l’offerta della Roma che lo corteggiava da quasi due mesi per affidargli la panchina giallorossa e puntare allo scudetto nel giro di due anni. Niente da fare, dunque, Conte, nonostante due incontri positivi con la dirigenza romanista ha preferito non rischiare ed è ancora a disposizione di chi voglia proporgli un progetto serio e, possibilmente, vincente, in Italia più che all’estero.

Destinazione bloccata

Sull’ex commissario tecnico della Nazionale c’è da tempo il pressing dell’Inter, soprattutto per volere di Giuseppe Marotta che con Conte ha condiviso successi e trionfi ai tempi della Juventus, anche se i nerazzurri devono fare i conti con la conferma giurata e spergiurata di Luciano Spalletti, la cui panchina si fa sempre più solida con l’ormai quasi aritmetico raggiungimento del terzo posto in campionato, senza contare anche l’oneroso ingaggio del tecnico toscano e del suo staff e che, unito a quello non meno alto di Conte, costerebbe un patrimonio al club interista che si ritrova così quasi prigioniero di Spalletti, prossimo dunque alla riconferma. 

Rilancio

Rimanendo a Milano, non è un mistero neanche che sul tecnico pugliese ci sia il gradimento del Milan che già lo scorso luglio era andato ad un passo dall’ingaggiarlo. Conte piace a Maldini, a Leonardo ed è la prima scelta anche del fondo Elliott che vorrebbe abbinare ai rossoneri un nome forte anche in panchina; le difficoltà, semmai, riguardano il progetto milanista: Conte è stato chiaro, vuole vincere, ambizione a cui il Milan non riesce ad associare una data precisa. Si parla di scadenza a medio termine: un anno? Due? Tre? Cinque? Non si sa, ma certo è che dando a Conte carta bianca ed un’apertura discreta sul mercato, anche senza colpi a sensazione, i tempi si accorcerebbero sensibilmente, dato a cui il club milanista deve a tutti i costi dare importanza. Tentativi, c’è da scommetterci, la dirigenza rossonera ne farà ancora, da capire se a Conte basteranno le rassicurazioni di Leonardo e dell’ex compagno in azzurro Paolo Maldini.

Juve ed Europa

Occhio, però, anche alla panchina della Juventus: ufficialmente Massimiliano Allegri è confermato anche per la prossima stagione, ma esiste pure la possibilità che dall’incontro chiarificatore fra l’allenatore livornese ed Andrea Agnelli (previsto per la fine di maggio) si giunga alla conclusione di chiudere in anticipo questo trionfale binomio. A quel punto, con Guardiola che resta un sogno impossibile, il nome di Antonio Conte potrebbe tornare alla ribalta per la panchina dei campioni d’Italia che riabbraccerebbero l’ex condottiero dopo 5 anni, innescando anche un potenziale effetto domino, perché con il tecnico leccese nuovamente a Torino, Allegri potrebbe finire al Paris Saint Germain o addirittura alla Roma che riverserebbe il budget stanziato per Conte all’attuale allenatore juventino. Allegri e Conte, inoltre, sono sul taccuino del Bayern Monaco che sta però per confermare Kovac e che non sembra, oltretutto, la destinazione più gradita ai due. 

Gli altri

Detto di Conte, diversi sono anche i nomi che potranno intrecciare i loro destini con quello dell’ex commissario tecnico italiano: Milan e Roma valutano entrambe anche il profilo di Gian Piero Gasperini e, in alternativa, quello di Marco Giampaolo che probabilmente lascerà la Sampdoria, con De Zerbi e Pioli pronti a sostituirlo. Per i rossoneri, valida anche l’alternativa legata ad Eusebio Di Francesco (che piace anche al Siviglia), per i giallorossi quella della conferma di Claudio Ranieri; sfuma per tutti, infine, Maurizio Sarri, vicinissimo alla permanenza al Chelsea dopo un finale di stagione che ha parzialmente ribaltato una prima parte di annata negativa e che permetterà all’ex tecnico del Napoli di avere il prossimo anno la sua seconda occasione inglese.