20 novembre 2019
Aggiornato 22:30

Italia-Finlandia 2-0, buona la prima per gli azzurri di Mancini

Gli Azzurri tornano nello stadio, praticamente tutto esaurito, dove non hanno mai perso nella loro storia (negli 8 precedenti, si contano 6 vittorie e 2 pareggi), per iniziare al meglio il nuovo cammino nelle European Qualifiers

Moise Kean, autore del secondo goal degli azzurri
Moise Kean, autore del secondo goal degli azzurri ANSA

UDINE - Serata perfetta al 'Friuli' per l'Italia di Roberto Mancini che debutta con un successo per 2-0 sulla Finlandia, nel girone J della fase di qualificazione a UEFA EURO 2020, l'Europeo itinerante che tra un anno si aprirà allo Stadio Olimpico di Roma. Gli Azzurri tornano nello stadio, praticamente tutto esaurito, dove non hanno mai perso nella loro storia (negli 8 precedenti, si contano 6 vittorie e 2 pareggi), per iniziare al meglio il nuovo cammino nelle European Qualifiers.

Tridente in attacco

Roberto Mancini lancia dal primo minuto il giovane Moise Kean nel tridente d'attacco, affiancato da Bernardeschi e Immobile. In difesa l'altra novità, il terzino del Valencia Piccini, in una linea arretrata che comprende anche Bonucci, Chiellini e Biraghi. A centrocampo confermatissimo il trio tutta tecnica composto da Jorginho, Barella e Verratti. Partenza sprint degli Azzurri che al 7', sugli sviluppi di un calcio di punizione, sbloccano subito il risultato con la conclusione vincente di Nicolò Barella. Un gol agevolato dalla deviazione di Vaisanen che manda fuori causa Hradecky e regala al talento sardo la prima e meritata gioia in Nazionale. Un gol che rievoca anche il ricordo di Davide Astori, l'ultimo giocatore del Cagliari prima di Barella, ad andare a segno con la maglia azzurra. Il vantaggio dà ulteriore slancio all'Italia che, al netto di un tentativo del capitano finlandese Pukki, sfiora a più riprese il raddoppio. Al 12' da Kean all'altro esordiente Piccini: il suo destro in area si spegne sul fondo. Al 27' ci prova invece Bernardeschi ma il suo sinistro finisce a lato.

Il 2-0 di Kean

L'occasione più interessante per gli scandinavi capita ancora sul piede di Pukki ma la sua conclusione da posizione privilegiata non centra lo specchio della porta azzurra. Il brivido corso riaccende immediatamente l'Italia che al 74' confeziona il raddoppio sull'asse Immobile-Kean. Splendido il passaggio in verticale del numero 11, letale sotto porta il tiro a rete del talento classe 2000 della Juventus, che a 19 anni e 23 giorni diventa il secondo marcatore più giovane della storia dell'Italia (meglio di lui solo Bruno Nicolè con 18 anni e 258 giorni). Il 2-0 spegne le speranze della Finlandia che nel finale rischia più volte di incassare il tris. Ora non c'è neanche il tempo di rifiatare visto che martedì si tornerà già in campo allo Stadio 'Tardini' di Parma per affrontare il Liechtenstein.

Mancini: Era importante cominciare bene

Era importante approcciare il cammino verso l'Europeo nel migliore dei modi e una vittoria è esattamente il viatico che Mancini si augurava alla vigilia: «La partita non era affatto facile - spiega il Ct - Loro sono venuti qui con un assetto tattico diverso dal solito, volto principalmente a chiudere tutti gli spazi». Gli Azzurri sono prepotentemente saliti di colpi nel corso del match dimostrando di essere letali quando le maglie della difesa finlandese si sono allargate, una disamina riportata ai microfoni anche da Mancini: «All'inizio eravamo un po' contratti, ma nel secondo tempo siamo venuti fuori molto meglio, volevamo fare gol».

I nostri giovani hanno qualità indiscutibili

Buonissime notizie per il Commissario tecnico e per l'intero movimento azzurro vengono anche dagli autori delle reti che hanno permesso alla Nazionale di superare per 2-0 la Finlandia. «I nostri giovani hanno qualità indiscutibili, non ci vuole molto a capirlo. Ci siamo ritrovati dopo vari mesi, è fisiologico che ci voglia lavoro per migliorare, ma la base c'è». Una menzione a Kean, che, con la rete di stasera, diventa il secondo marcatore più giovane della storia azzurra, dietro solo a Nicolè e davanti a mostri sacri come Rivera e Meazza, la fa anche lo stesso Ct: «ha enormi margini di miglioramento, dipende davvero tutto solo da lui». Non nasconde l'orgoglio di questo primato il classe 2000 della Juventus: «Essere entrato nella storia azzurra è un motivo in più per continuare a lavorare. Ci sono tanti traguardi davanti a me e ho l'obiettivo di raggiungerli. Volevo dimostrare di meritare l'importante chance che mi ha dato Mancini».

L'emozione di Quagliarella

Entrato a partita in corso, Quagliarella ha riabbracciato la maglia della Nazionale in uno stadio molto significativo per il suo percorso professionale come quello di Udine, sfiorando il gol in due clamorose occasioni: «Tornare a vestire questa maglia in questo stadio, dove ho ricevuto sempre tanto affetto, mi regala sensazioni stupende. Mi hanno incitato anche durante il riscaldamento, è davvero difficile trovare le parole. Posso solo dire grazie a tutti». Partita encomiabile anche per il giovane centrocampista del Cagliari Barella, autore della rete che rompe il ghiaccio nei primi minuti del primo tempo: «Dedico questa rete anche alla mia città natale, Cagliari. Giocare assieme a due giocatori dal tasso tecnico impressionante come Verratti e Jorginho facilita di molto il compito e mi consente anche di proiettarmi maggiormente in avanti. Mi sono tolto anche la soddisfazione di segnare, difficile chiedere di più a questa serata"