22 luglio 2019
Aggiornato 00:00

Milan-Calhanoglu: è arrivato il momento delle decisioni

L'apporto del talento turco sta mancando ai rossoneri, la società deve trovare una soluzione entro breve

Hakan Calhanoglu, fantasista ed attaccante esterno del Milan e della nazionale turca
Hakan Calhanoglu, fantasista ed attaccante esterno del Milan e della nazionale turca ANSA

MILANO - Nel Milan quarto in campionato ma con andamento a singhiozzo ed eliminato dalla Coppa Uefa già nella fase a gironi, c'è un calciatore di cui Gennaro Gattuso avrebbe un gran bisogno ma che sta clamorosamente mancando all'appello, ovvero Hakan Calhanoglu. Il turco sta offrendo prestazioni deludenti da inizio stagione, non rende nè quando gioca a centrocampo e nè quando viene impiegato nel tridente d'attacco, non riesce a saltare l'uomo, a fornire assist ai compagni e men che meno a segnare lo straccio di un gol, con le uniche marcature nella folle serata del 5-2 al Dudelange. Qualche problema fisico, qualcuno personale e la sensazione che la mezz'ala tuttofare ammirata l'anno scorso abbia lasciato spazio ad un giocatore che si trascina in campo a fatica, faccia depressa e piedi pesanti.

Cessione o rilancio

Un Calhanoglu così non serve al Milan, non serve a Gattuso e non serve neanche alla carriera del turco stesso che si sta lentamente incartando su sè stesso e sembra aver perso tutta quella fantasia che lo aveva contraddistinto sia nei suoi anni al Bayer Leverkusen che un anno fa a Milano. La dirigenza milanista, complici i guai di organico e il rispetto del Fair Play Finanziario, sta seriamente ragionando sull'immediato futuro del proprio numero 10: Schalke 04 e Lipsia sono pronti a farsi avanti per riportare Calhanoglu in Germania già a gennaio ed attendono un cenno di assenso da parte del Milan che riflette. Una ventina di milioni dalla cessione del turco farebbero certamente comodo e metterebbero a posto una parte dei problemi economici rossoneri, ma Leonardo e Maldini non sono ancora così convinti di privarsi di un calciatore ora troppo brutto per essere quello vero e vorrebbero dargli ancora la possibilità di riscattarsi, almeno sino a fine campionato.

Buon auspicio

Del resto, già lo scorso anno Calhanoglu partì al rallentatore, salvo poi innestare la marcia giusta nella seconda parte di stagione diventando uno dei pilastri del Milan di Gattuso, partendo dalla gara di Firenze del 30 dicembre 2017. A quasi 365 giorni di distanza, il popolo milanista si augura nel deja vu del turco, su cui il Milan sta prendendo un'importante decisione: sacrificarlo per esigenze di bilancio approfittando di un momento nero, oppure aspettarlo e coccolarlo nella speranza che torni come nuovo.