13 dicembre 2018
Aggiornato 05:30

Allegri fra Panchina d'Oro ed un futuro già deciso

Complimenti verbali e riconoscimenti ufficiali certificano la bravura di un tecnico destinato a diventare fra i migliori della storia del calcio
Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus
Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus (ANSA)

TORINO - Seconda Panchina d'Oro consecutiva, la quarta della carriera, per un Massimiliano Allegri sempre più sulla cresta dell'onda, pronto a centrare tutti gli obiettivi che si è prefissato ad inizio stagione, grazie alla sua tempra e alla sua Juventus, ad oggi probabilmente la squadra più completa d'Europa assieme al Manchester City di Guardiola. Il riconoscimento come miglior allenatore della scorsa stagione non può che essere la semplice risultante dei fatti, la normale conseguenza di un tecnico che da quando siede sulla panchina juventina non ha fatto altro che vincere: 4 scudetti, 4 Coppe Italia e due finali di Coppa dei Campioni giocate e perse contro Barcellona e Real Madrid. Numeri da far girare la testa ai più grandi di sempre della panchina, numeri che testimoniano come la Juventus stia scrivendo e riscrivendo la storia del calcio italiano e sia destinata ad entrare nella leggenda assoluta di questo sport.

FUTURO - Un Allegri mai filosofo e mai teorico, ma pratico ed incisivo, tanto in campo quanto nello spogliatoio, un allenatore in grado di far dimenticare in quattro e quattr'otto uno come Antonio Conte che sia da calciatore che da allenatore era icona assoluta del popolo bianconero. Arrivato a Torino in punta di piedi e fra qualche mugugno generale dopo essere stato trattato come uno smidollato dal Milan, Allegri si è preso la Juve vincendo tutto quello che c'era da vincere, eccezion fatta per quella Coppa dei Campioni che alla compagine torinese manca dal 1996 e quest'anno ha tutto per riuscire a conquistare.

AGO DELLA BILANCIA - Proprio il massimo trofeo continentale rappresenterà l'ago della bilancia per Massimiliano Allegri: se i bianconeri conquisteranno la coppa, infatti, l'allenatore livornese lascerà il Piemonte al 100%, a prescindere da cosa accadrà in campionato (dove potrebbe giungere l'ottavo titolo di fila, il quinto per Allegri) e in Coppa Italia, lasciando la Juve da trionfatore assoluto e preparandosi a nuove sfide, probabilmente all'estero. Forse, solo allora il calcio italiano si renderà definitivamente conto della grandezza di un tecnico ad un passo dalla perfezione.