15 novembre 2018
Aggiornato 09:51

Milan, calvario infinito per Caldara

L'infortunio al tendine d'achille per il difensore rossonero potrebbe nascondere nuove insidie ed allungare ulteriormente i tempi di recupero del calciatore
Mattia Caldara, prima stagione al Milan
Mattia Caldara, prima stagione al Milan (ANSA)

MILANO - Mattia Caldara farebbe bene a prendere questo 2018 e cancellarlo dal cassetto dei suoi ricordi, catalogandolo come il peggiore della sua ancor breve carriera. Nella seconda parte della scorsa stagione, il difensore trovò poco spazio nell'Atalanta a causa di continui problemi fisici, quindi il ritorno alla Juventus dopo il prestito, l'approdo al Milan nell'affare che ha coinvolto anche Bonucci ed Higuain, e le peripezie che lo hanno portato a collezionare una sola presenza ufficiale in rossonero, il 20 settembre in Lussemburgo. Zero minuti in campionato, guai alla schiena e quel problema a gemello mediale del polpaccio e tendine d'achille che lo hanno messo definitivamente ko per questo maledetto 2018 con vista sull'inizio del 2019.

Tempi allungati
Almeno questo è quanto emerso da una decina di giorni a questa parte: recupero stimato in circa tre mesi ed arrivederci all'anno nuovo per rivedere Caldara in campo. Ma nelle ultimissime ore stanno emergendo nuovi sviluppi sulla vicenda: staff medico e calciatore, infatti, stanno valutando l'ipotesi di un intervento chirurgico per risolvere il problema al tendine d'achille e porre fine al guaio fisico che sta tormentando l'ex atalantino. Se così dovesse essere, è possibile che i tempi di recupero per Caldara possano allungarsi di circa un mese, arrivando a giocare attorno all'inizio di febbraio; entro due o massimo tre settimane il Milan ed il difensore decideranno cosa fare: cure e rientro in campo a gennaio, oppure operazione e ritorno all'incirca trenta giorni dopo. Valutazioni in corso e la certezza che per Mattia Caldara la stagione sia purtroppo già ampiamente compromessa.