12 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Milan: la rinascita di Rodriguez

Dopo un’annata in chiaroscuro, il terzino svizzero sta dando prova di una discreta ripresa in questo inizio di stagione
Ricardo Rodriguez, terzino del Milan e della nazionale svizzera
Ricardo Rodriguez, terzino del Milan e della nazionale svizzera (ANSA)

MILANO - Nel nuovo Milan in corsa per il quarto posto ed apparso rinato rispetto alle scorse stagioni, rinforzato tanto in società quanto in campo, uno dei simboli del nuovo corso appare Ricardo Rodriguez, terzino sinistro svizzero al secondo anno in rossonero. L’ex laterale del Wolfsburg aveva incontrato numerose difficoltà nella scorsa stagione: dopo un discreto avvio, infatti, Rodriguez si era improvvisamente intimidito, era restio ad andare avanti e a crossare, temeva il giudizio del pubblico (specialmente a San Siro) ed era pure diventato distratto in difesa, tanto che la stessa società rossonera aveva deciso di metterlo sul mercato in estate, con Paris Saint Germain, Bayern Monaco ed un altro paio di club tedeschi pronti a portarsi a casa il difensore elvetico.

Ostinazione e ripresa

A quel punto è stato lo stesso Rodriguez ad imporsi: «Ho deciso io di rimanere al Milan - ha recentemente ammesso lo svizzero - perché sono convinto di poter far bene con questa maglia anche dopo un anno complicato come quello passato». Una convinzione che lentamente si sta dimostrando fondata e veritiera, perché le prestazioni del terzino rossonero sono notevolmente migliorate, soprattutto in fase difensiva dove è apparso più attento e più preciso, bravo sulla fascia e al centro dove nell’ultima partita contro il Chievo si è reso protagonista di un paio di ottime diagonali. Ancora un po’ timido quando c’è da offendere (atteggiamento che potrebbe però aver chiesto Gattuso per sfruttare la corsia di destra con Calabria o Abate e soprattutto con Suso), Rodriguez dà comunque l’impressione di un giocatore cambiato e con un comportamento notevolmente migliorato rispetto ad un anno fa; che ciò stia dipendendo dallo scalpitante nuovo arrivo Laxalt che è pronto a soffiargli il posto o da una propria maturità acquisita nei primi mesi italiani, poco importa, ciò che conta per i milanisti è che lo svizzero si stia finalmente disimpegnando come il calciatore ammirato nei suoi anni in Germania.