24 ottobre 2020
Aggiornato 03:01
Calcio | Nazionale

Milan: testa a testa Commisso-Ricketts, ma c’è il terzo incomodo

Dalla fede juventina di Commisso alla duplice strategia della famiglia Ricketts. E per finire il ritorno di una vecchia conoscenza.

MILANO - Yonghong Li spalle al muro. Potrebbe essere questo il titolo di giornata in casa Milan. Il nuovo proprietario cinese ha a disposizione appena pochi giorni per chiudere la trattativa che dovrebbe consegnare il club rossonero ad un nuovo azionista di maggioranza, con la speranza di presentarsi al Tas di Losanna con carte nuove da giocare e soprattutto con credenziali ben più solide rispetto a quelle offerte da Marco Fassone all’Adjudicatory Chambers dell’Uefa nel corso del processo del 19 giugno scorso.
Al momento si profila un testa a testa appassionante tutto a stelle e strisce. In pole position c’è l’imprenditore italo-americano Rocco Commisso, patrimonio stimato circa 4,5 miliardi di dollari, già proprietario dello storico club calcistico dei Cosmos e fondatore e proprietario di Mediacom Communications, costruita da zero con le sue mani nel ’95, che attualmente fattura 1,8 miliardi di dollari, la quinta nel settore della tv via cavo.

Fede bianconera
Fin qui le note liete, ma purtroppo mister Commisso ha uno scheletro nell’armadio piuttosto ingombrante: la passione per i colori della Juventus. Una fede mai negata, anzi dichiarata pubblicamente in un’intervista dell’aprile del 2017: «Sono tifoso della Juve perché a fine anni 50 vinceva e la Gazzetta che leggevo a sbafo dal barbiere ne aveva le pagine piene. Se nel 2010 non mi sono unito a Di Benedetto per entrare nella Roma è anche per la mia lealtà alla Juve».
Ecco, a questo punto la domanda sorge spontanea: come potrebbe essere accolto dal popolo milanista un nuovo proprietario di provata fede bianconera? Un bel problema da risolvere e anche in fretta.

Ricketts su due tavoli
Anche perchè sull’altro fronte scalpita Thomas Ricketts, entrato ufficialmente in gioco dopo la pubblica dichiarazione d’interesse nei confronti del club rossonero che ha sorpreso un po’ tutti. Un comunicato stampa estemporaneo che potrebbe essere letto in due modi: o siamo davvero ad un passo dalle firme, oppure quella della famiglia Ricketts è la classica mossa della disperazione per fare colpo sull’opinione pubblica milanista, mettere fretta a Yonghong Li e recuperare così il terreno perduto nei confronti del famoso Mister X, portato avanti dalla banca d’affari Goldman Sachs e che ha i contorni paffuti e bianconeri di Rocco Commisso.

Il ritorno di Ross
Attenzione però, perchè esiste un ulteriore scenario che sta assumendo maggiore consistenza con il passare dei giorni e delle ore. In caso di mancata chiusura della trattativa tra Yonghong Li e l’ipotetico nuovo acquirente, entro il 9 luglio il Milan potrebbe passare definitivamente nelle mani di Elliott che a sua volta sarebbe libero di trattare con nuovi investitori interessati. Tra questi c’è sempre Stephen Ross, patron dei Miami Dolphins, già venuto alla ribalta qualche tempo fa, salvo poi rientrare nei ranghi dopo le prime scaramucce verbali. O anche, come riportato da alcuni spifferi americani nelle ultime ore, Tilman Fertitta, classe ’57, figlio di un immigrato italiano di origini siciliane e attualmente proprietario della franchigia NBA degli Houston Rockets
Non è escluso però che l'ipotetico nuovo investitore possa decidere di aspettare il momento in cui il Milan sarà interamente di Elliott per acquisire l’intero pacchetto azionario del club a cifre decisamente più ragionevoli rispetto a quanto preteso da Yonghong Li. Un’opportunità che avrebbe solo una controindicazione: a quel punto il club rossonero non farebbe più in tempo a presentarsi al Tas di Losanna con una nuova proprietà, quindi l’esclusione dall’Europa sarebbe inevitabile.