28 ottobre 2020
Aggiornato 15:00
Calcio | Nazionale

Kalinic cacciato dalla Croazia: per il Milan le prime conseguenze

Dopo nemmeno 24 ore dal ritorno a casa dell’attaccante croato, il Milan fa i primi conti con la sconcertante realtà.

MILANO - Da non credere. Negli occhi e nei pensieri del tifoso milanista c’è ancora incredulità e stupore per quanto accaduto nel ritiro della nazionale croata e che ha visto il centravanti rossonero Nikola Kalinic cacciato con ignominia dal ritiro della sua selezione per essersi rifiutato di entrare in campo nei minuti finali della partita contro la Nigeria. Un atteggiamento tanto incomprensibile quanto irritante che purtroppo per la punta ex Fiorentina non è una novità. Già nel corso della stagione, ad esempio, Rino Gattuso aveva deciso di tenerlo fuori dalla lista dei convocati alla vigilia della partita contro il Chievo perchè aveva visto Kalinic demotivato e poco impegnato in allenamento dopo aver saputo che sarebbe finito in panchina.

Poca professionalità
Per non parlare della manfrina messa in piedi ad arte nel mese di agosto dello scorso anno, quando pur di non continuare l’avventura con la maglia viola riuscì ad inventarsi certificati medici che attestavano una presunta inquietudine emotiva con conseguente impossibilità ad allenarsi.
Tutto questo preambolo per ribadire che Nikola Kalinic si è dimostrato nuovamente un professionista poco affidabile e con la sua indegna sceneggiata in Russia non ha fatto altro che ribadirlo.
Inutile sottolineare il danno per il Milan. Il ds rossonero Massimiliano Mirabelli, impegnato su più fronti per cedere il croato senza perderci troppo rispetto ai 25 milioni spesi la scorsa estate, dopo una stagione da 41 partite e la miseria di 6 gol, ha incassato con rabbia e disappunto quanto accaduto nel corso del Mondiale.

Ciao Siviglia
Sembrava infatti quasi tutto definito per una cessione di Kalinic al Siviglia, sulla base di un accordo di prestito con obbligo di riscatto fissato a 20 milioni di euro, quando l’eco delle nefandezze commesse dall’attaccante rossonero in Russia è arrivata anche in Andalusia. L’immediata conseguenza è stata quella di rinunciare all’investimento e cercare un centravanti altrove, con evidente smacco incassato dal Milan che sperava in un Mondiale da protagonista per Kalinic che consentisse di venderlo con maggiore agio. Adesso invece nessuno sembra volere più il croato che rischia di restare sul groppone di Gattuso. Potrebbero restare in piedi alcune piste turche, ma nessuno dei club interessati sarebbe disposto a spendere, quindi si tratterebbe di mandarlo via in prestito sperando in una resurrezione. Decisamente uno scenario poco piacevole per il Milan.