6 dicembre 2019
Aggiornato 05:30

Aprilia alla ricerca del giusto assetto per le qualifiche

Aleix Espargaró ha trovato difficoltà inattese per via del caldo del pomeriggio, chiudendo solo diciassettesimo. Scott Redding ventitreesimo con una caduta

Aleix Espargaro in sella alla Aprilia durante le prove libere del GP di Catalogna di MotoGP a Barcellona
Aleix Espargaro in sella alla Aprilia durante le prove libere del GP di Catalogna di MotoGP a Barcellona

BARCELLONA – Dopo un promettente turno inaugurale, ricca di buone indicazioni e conclusa a ridosso dei primi dieci, Aleix Espargaró ha trovato difficoltà inattese nella seconda sessione di prove libere caratterizzata da un gran caldo sul tracciato catalano. Le mutate condizioni di temperatura hanno determinato una situazione di scarsa aderenza per la RS-GP numero 41 e a niente sono valse le diverse prove di messa a punto e gomme. Aleix è stato tra i pochissimi a non migliorare il tempo del mattino e ha concluso la giornata col 17° crono in 1:40.388. L’attacco alle zone più nobili della classifica è dunque rimandato a domani, alla terza sessione che, come sempre accade, sarà decisiva per l’accesso diretto alla seconda qualifica. «Al mattino mi sentivo bene ma al pomeriggio mi sono trovato con pochissima aderenza sia davanti sia sul pneumatico posteriore – spiega lo spagnolo – Ho provato tutti le tre opzioni di gomma al posteriore e le due davanti ma non abbiamo trovato una soluzione che funzioni bene. È una sensazione molto strana, di scarso controllo all’anteriore quando chiudo il gas. Al mattino sono partito con un assetto simile a quello usato al Mugello ma nel pomeriggio è cambiato tutto e sono passato a un settaggio diverso, dunque ora si tratta di analizzare bene i dati per capire in che direzione andare per la giornata di domani».

Redding scivola
Scott Redding, attardato anche da una caduta, senza conseguenze per il pilota, ha chiuso la combinata al 23° posto in 1:40.815. «Oggi ho girato molto, senza fare troppi cambiamenti e provando vari tipi di gomme – racconta l'inglese – Mi sono trovato abbastanza bene con le dure, anche se soffriamo un po' in frenata. Nel complesso la maggiore difficoltà è la velocità sul giro secco, non c'è molta differenza tra un giro con gomme usate o nuove, ed è un aspetto che voglio migliorare. La caduta è stata strana, ero poco fuori traiettoria e appena ho lasciato il freno ho perso l'anteriore».