4 dicembre 2020
Aggiornato 06:30
Moto2

Guidava ubriaco: Barbera licenziato dal team Pons

Beccato al volante in stato di ebbrezza nella notte di giovedì a Valencia, il 31enne pilota spagnolo ex MotoGP ha perso il suo posto nella classe di mezzo

Hector Barbera
Hector Barbera Michelin

VALENCIA – Fino all'anno scorso correva in MotoGP (dove aveva anche avuto l'onore di salire su una Ducati ufficiale come sostituto di Andrea Iannone, nel 2016). Ora, la carriera di Hector Barbera potrebbe essere giunta bruscamente al termine, nel bel mezzo della stagione, e non per ragioni sportive. Il 31enne pilota spagnolo, infatti, tornato da questa stagione in Moto2, è stato licenziato in tronco dal team Pons per essere stato beccato ubriaco al volante.

Il caso e i precedenti
Il fatto risale alla notte di giovedì, quando Barbera è stato fermato dalla polizia di Valencia per eccesso di velocità, mentre era alla guida della sua Audi Rs6, ed è stato trovato anche in stato di ebbrezza (il tasso alcolemico del suo test era di 0,67, molto più alto del limite di 0,25). La sanzione è stata di ventidue giorni di servizi sociali e di un anno di sospensione della patente. Per lui non si tratta neanche della prima volta: in passato era già stato beccato alla guida sotto l'effetto di alcolici e nel 2014 fu anche sanzionato per aver guidato con una patente sospesa. Sono bastati pochi minuti perché il team Pons gli facesse perdere anche il posto: «A seguito di quanto recentemente accaduto a Valencia al pilota Hector Barbera nella notte tra il 7 e l'8 giugno, la Pons Racing ha interrotto di comune accordo con lui il contratto che li legava per la stagione 2018 – ha immediatamente ufficializzato la squadra iberica tramite uno scarno comunicato stampa – Il team lo ringrazia per i suoi servizi e gli augura il meglio per il futuro».

La risposta di Barbera
Per via del suo comportamento indisciplinato, insomma, Hector Barbera rischia seriamente di aver compromesso una carriera che lo aveva portato a disputare ben 139 Gran Premi in MotoGP tra il 2010 e il 2017, ottenendo anche un quarto posto, dopo essere stato vicecampione del mondo sia in classe 125 che in 250. Dopo l'annuncio del licenziamento, il pilota ha pubblicato una sua personale dichiarazione sul profilo ufficiale di Instagram. «Scrivo questa nota per chiarire quanto accaduto due notti fa a Valencia – ha spiegato – Immagino che tutti voi abbiate letto gli articoli apparsi sulla stampa e non intendo entrare troppo nei dettagli. Avevo partecipato alla festa di compleanno di un mio caro amico e sono stato fermato dalla polizia che mi ha sottoposto all'alcool test. Sono risultato positivo, anche se il mio comportamento è rimasto corretto in ogni momento e lo stesso rapporto dei poliziotti ha sottolineato che io fossi in buone condizioni. Questa non è affatto una scusa: accetto il mio errore e le conseguenze. La parte peggiore è che condizionerà la mia famiglia, i miei amici e la mia compagna, ma anche la mia carriera professionale: dal prossimo Gran Premio di Barcellona non correrò più con il mio attuale team. Anche chi di voi ritiene che me lo meriti, il che potrebbe essere vero, comprenderà che questo è un momento duro per me. La parola 'rimpianto' non basta ad esprimere quello che sento. Ho preso molto sul serio il mio passaggio alla Moto2 e, anche se le cose non stanno andando bene, mi sto allenando e sto lavorando più sodo che mai. Insisto di nuovo sul fatto che mi assumerò le conseguenze dell'accaduto, non smetterò di lottare anche nelle difficoltà e manterrò questo atteggiamento. Mi scuso con tutti coloro che sono stati colpiti da questa situazione e ringrazio tutti coloro che mi sostengono in un momento del genere».