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Il sogno di Pippo

Il Venezia di Inzaghi vola in serie B e l'ex calciatore e tecnico del Milan potrebbe togliersi una soddisfazione eccezionale nella sua ancor giovane carriera di allenatore

Filippo Inzaghi, allenatore del Venezia
Filippo Inzaghi, allenatore del Venezia (ANSA)

VENEZIA - La serie B è un campionato lungo e difficile, spesso neanche arrivati a marzo inoltrato si hanno le coordinate giuste per capire come andrà a finire la stagione. Giunti a due giornate dalla fine, però, la griglia del torneo cadetto è ben delineata e, con l'Empoli ormai in serie A da qualche settimana, la lotta per il secondo posto (che porta dritti in massima serie) e per i playoff è più accesa che mai. Frosinone, Palermo e Parma giocano punto a punto una partita di poker fra squadre che sin da inizio campionato erano date come possibili favorite per la vittoria finale, ma in mezzo a loro c'è un'intrusa, il Venezia di Filippo Inzaghi che da neopromossa (i lagunari tornavano in serie B dopo 12 anni di assenza) ha scalato la classifica fino ad attaccarsi al treno promozione, obiettivo impensabile ad inizio stagione.

Rivincita

La quinta vittoria consecutiva, ottenuta in extremis contro il Foggia dell'altro ex milanista Giovanni Stroppa, ha consentito al Venezia di rimanere aggrappato ad un sogno. La promozione diretta forse non arriverà, ma gli arancioneroverdi potranno giocarsi le loro carte agli spareggi dove saranno la mina vagante che non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare, così come Filippo Inzaghi, giunto in Veneto nell'estate del 2016 con la squadra in serie C anche in quel caso da neopromossa e capace di vincere subito il campionato di terza serie portando i lagunari in B e sognando ora quella serie A che a Venezia non vedono dal 2002 e che l'ex centravanti del Milan ritroverebbe dopo l'esperienza sulla panchina rossonera del 2014-2015 quando venne esonerato al termine di una stagione tribolata, chiusa senza qualificazione europea e con tante critiche da tutto l'ambiente che per anni lo aveva amato ed idolatrato. Inzaghi, promosso dalla Primavera, palesò inadeguatezza ed inesperienza, pur non venendo aiutato da una presidenza che scaricava sugli allenatori le proprie magagne, esponendoli alla pubblica gogna prima e mettendoli alla porta poi, senza sostenerli nè dal punto di vista tecnico e neanche da quello morale. Oggi Inzaghi è cresciuto, è un allenatore vero e non più in via di formazione, si è rimesso in gioco, ha fatto esperienza ripartendo da una gavetta che probabilmente gli serviva; il suo sogno continua, il Venezia è una delle realtà più belle della serie B e comunque andrà sarà un successo per i veneti e per il loro tecnico, destinato in ogni caso alla promozione in A a fine stagione, forse col Venezia stesso, forse con qualche altra compagine che affiderà a lui la prossima annata.