16 giugno 2019
Aggiornato 15:30
MotoGP

L'accusa del manager: «Valentino Rossi ha bloccato Zarco»

A scatenare la polemica è il procuratore dell'emergente pilota francese, che ha sostenuto che il Dottore abbia chiuso le porte della Yamaha al suo protetto

Valentino Rossi indossa il casco nel box della Yamaha a Jerez
Valentino Rossi indossa il casco nel box della Yamaha a Jerez ( Michelin )

JEREZ DE LA FRONTERA – Che Valentino Rossi finisca di nuovo al centro delle polemiche non è una novità. Lo è di più il personaggio che queste polemiche le ha scatenate: Laurent Fellon, il manager di Johann Zarco. Nello stesso weekend in cui il suo protetto ha ufficializzato il contratto con la Ktm per il 2019, il vulcanico procuratore ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «Ora posso dirlo, Valentino Rossi ha bloccato tutte le strade a Johann», è la bomba che ha sganciato ai microfoni della televisione Eurosport Francia. L'accusa di Fellon è infamante, e senza mezzi termini: nientemeno che il Dottore abbia impedito all'emergente pilota transalpino la promozione dal team satellite Yamaha, la Tech3, alla squadra ufficiale, sottintendendo che magari avrebbe avuto paura del confronto diretto. «Se torniamo indietro posso dire che stiamo sostenuti molto da Eric de Seynes (francese, da inizio anno presidente di Yamaha Europa, ndr) – ha raccontato – Parlo solo di lui perché dalla Yamaha nessuno è venuto a trovarci. Ha fatto di tutto per metterci a disposizione una Yamaha ma non è successo perché Valentino ha chiuso tutte le porte».

Risposta e controrisposta
La replica del fenomeno di Tavullia non si è fatta attendere, ed è stata tanto laconica quanto ironica: «Non saprei ma, sinceramente, non capisco perché abbia detto una cosa così, perché io non ho nessun potere di veto sul mio compagno di squadra, figuriamoci su una terza moto», ha messo in chiaro il nove volte iridato. Le parole di Rossi hanno costretto quindi Fellon ad una precisazione, nonché ad una parziale retromarcia: «Nessuno di Yamaha è venuto a cercarci per il rinnovo, nonostante i buoni risultati ottenuti – ha aggiunto ai microfoni di Sky Sport Italia – In Qatar poi è arrivata la conferma della coppia Vinales-Rossi, ci sono state le firme, a quel punto era chiaro che dovevamo cercarci un'altra strada. Vale fa la sua strada, ha ancora due anni in MotoGP e dopo di lui ci sarà probabilmente Morbidelli, in questo si sa che gli italiani sono più nazionalisti dei francesi... Abbiamo escluso di gareggiare in Honda al fianco di Marquez, il suo livello è troppo alto, poi la Suzuki ha spiegato di preferire altri piloti, quindi la Ktm era la scelta migliore». Anche in questo caso, però, la toppa è stata peggio del buco: la sua dichiarazione lascia intendere infatti che la casa austriaca è stata solo un piano B, un'alternativa, quasi una seconda scelta. Saranno contenti i prossimi datori di lavoro del suo pilota...