17 novembre 2019
Aggiornato 18:00

Vettel, ma perché hai voluto strafare? «Dovevo provarci...»

Uno sconsiderato attacco alla ripartenza dalla safety car costa al pilota della Ferrari la vittoria e il comando del campionato. Ma lui difende il suo comportamento

La Ferrari di Sebastian Vettel in testa al GP dell'Azerbaigian di F1 alla partenza
La Ferrari di Sebastian Vettel in testa al GP dell'Azerbaigian di F1 alla partenza Ferrari

BAKU – Ci si potrebbe superficialmente limitare a concludere che il Gran Premio dell'Azerbaigian non porti bene alla Ferrari. Ma la realtà è che, dodici mesi dopo, è ancora il sangue caldo, insolito per un teutonico di nascita come lui, a tradire Sebastian Vettel. Un anno fa si giocò la vittoria a Baku (e un bel pezzo di Mondiale) con quella ruotata a Lewis Hamilton sotto safety car. Oggi, proprio quando la vettura di sicurezza era appena rientrata ai box, ha invece tentato uno sconsiderato attacco alla prima posizione di Valtteri Bottas, finendo però largo alla prima curva e scivolando così al quarto posto.

Bastava ragionare
Fino a quel momento, il ferrarista era stato dominatore incontrastato della gara, mettendo in mostra un passo inarrivabile per tutta la concorrenza. Poi, l'incidente fratricida tra le Red Bull e il conseguente ingresso in pista della safety car avevano rimescolato le carte, facendolo finire alle spalle di Bottas che ne aveva approfittato per sbrigare rapidamente la pratica del pit stop. Insomma, la rincorsa alla vittoria per Vettel si era improvvisamente complicata, e non per colpa sua. Eppure, ragionando in ottica campionato, il quattro volte iridato avrebbe potuto semplicemente accontentarsi di portare a casa un secondo posto prezioso, e di allungare il suo vantaggio sul diretto rivale Hamilton, in quel momento alle sue spalle. Invece l'anglo-caraibico della Mercedes alla fine ha vinto e si è preso anche il comando della classifica generale. Seb ha voluto strafare, ha commesso un errore, e l'ha pagato a caro prezzo. «Sono felice di averci provato – si difende comunque lui – non sono felice che non abbia funzionato, ma dovevo farlo. Non credo di essere stato troppo ottimista a buttarmi all'interno, e non ho neanche ritardato troppo la staccata, altrimenti non avrei proprio fatto la curva: invece ci sono riuscito, anche se per poco. Ho fatto una ripartenza decente, ma non avevo alternative: Lewis era sulla mia destra, quindi non potevo chiuderlo; Valtteri era davanti a me e mi ha lasciato un varco. Sono rimasto sorpreso, perché giudicare quella frenata era molto difficile: mi sono ritrovato un po' in trappola, perché non riuscivo a valutare la mia posizione rispetto alla curva 1. Tutti i punti di riferimento che prendiamo sono sul lato destro: il cordolo, i segni sul muro... Sulla sinistra non ce n'è quasi nessuno. Purtroppo ho bloccato la gomma, altrimenti, frenando allo stesso punto, credo che la mia manovra si sarebbe rivelata azzeccata. È facile dire che ho sbagliato perché non è andata a finire bene, ma ci dovevo provare. Non possiamo far rovinare l'intero giudizio sulla gara per uno o due secondi, perché ci sono stati tanti aspetti positivi. A volte le cose vanno così, fa parte del gioco, ma per il resto direi che è stata una bella gara. Senza la safety car avremmo portato a casa una vittoria facile: probabilmente ci sono stati 47 giri buoni e una curva andata male». Peccato che proprio quella curva sia stata la più importante del weekend...

Raikkonen rimonta
Voltando lo sguardo dall'altro lato del box, al contrario, questo pazzesco finale di gara ha giocato a favore di Kimi Raikkonen, che è riuscito a strappare il secondo gradino del podio al termine di una gara che si era messa in salita fin dal primo giro, quando è stato speronato da Esteban Ocon. «Ero all'interno della curva e non so se non mi abbia visto, ma ha semplicemente girato – racconta Iceman – E ha avuto la peggio. Pensavo che sapesse che ero al suo fianco. Io ho distrutto la gomma e l'ala anteriore, che ho sostituito, ma senza controllare se la macchina avesse riportato altri danni. Non credo che ce ne fossero perché, a parte un po' di problemi con gli pneumatici, per il resto mi sembrava a posto». La corsa del finlandese, comunque, non ha risparmiato momenti da cardiopalma: «Al primo giro dopo la ripartenza, sulla piccola piega che porta all'ultima parte del rettilineo ho colpito il muro interno in piena velocità. Sono stato molto fortunato che non si sia staccata la ruota anteriore. In realtà, ho avuto molti momenti del genere: ho dovuto guidare al limite, non è stato é facile né divertente. Il mio feeling era molto discontinuo, in alcuni giri andavo forte e in altri dovevo solo cercare di non colpire il muro, quindi ho cercato di andare il più forte possibile ma anche di mantenere una certa sicurezza. Forse oggi alcune cose hanno girato nella mia direzione, ma per colpa di quello che hanno combinato i piloti davanti a me. Guardando come stavano correndo le due Red Bull ero piuttosto sicuro che prima o poi si sarebbero avvicinate troppo e sarebbe successo qualcosa. Avendo capito come stava girando la gara e come era andata l'anno scorso, ho cercato semplicemente di restare lontano dai guai, ed è andata bene».