24 febbraio 2021
Aggiornato 21:00
Formula 1

«Ora basta, il bottone magico Mercedes va proibito»: la Red Bull protesta

Gli avversari chiedono un intervento contro l'uso smodato delle mappature del motore da parte delle Frecce d'argento. Ma la Federazione fa finta di niente...

La Mercedes di Lewis Hamilton davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel durante il GP d'Australia di Formula 1
La Mercedes di Lewis Hamilton davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel durante il GP d'Australia di Formula 1 Mercedes

ROMA – Ora i rivali della Mercedes non ci stanno più. La scuderia campione del mondo avrebbe superato ogni limite con l'uso del suo famigerato bottone magico, quello che consentirebbe di spingere al massimo il suo motore. Gli effetti si sono visti nelle qualifiche del Gran Premio inaugurale della stagione, in Australia: costretto dalle circostanze, Lewis Hamilton ha dato sfogo a tutta la potenza della sua Freccia d'argento nel giro finale, e il risultato è stato un guadagno di oltre sei decimi.

È ora di finirla
Insomma, la squadra anglo-tedesca avrebbe finalmente gettato la maschera, tanto che gli avversari adesso chiedono l'intervento della Federazione. «Si sono innervositi per l'incidente di Bottas e, improvvisamente, hanno attivato la massima potenza – spiega il plenipotenziario della Red Bull, Helmut Marko, ai microfoni del sito specializzato internazionale Motorsport – Normalmente non ne hanno bisogno, quindi è ovvio che stanno giocando con noi. All'inizio eravamo solo noi a lamentarci, e ci dicevano: 'Sempre la solita Red Bull che piagnucola'. Per fortuna dopo le qualifiche anche gli altri si sono svegliati, e ora si sono sollevate molte discussioni. Ci sono molte soluzioni relativamente facili da trovare, per rendere il campionato più corretto: ad esempio si potrebbe obbligare a disputare tutta la gara con la stessa mappatura delle qualifiche. Basterebbe introdurre questa regola dalla prossima gara e cose del genere non succederebbero più». Gli fa eco il suo team principal Christian Horner: «Tra la seconda e la terza fase delle qualifiche hanno guadagnato troppo vantaggio, non è stato solo merito della pista che si è gommata. La Federazione dovrebbe prendere in considerazione questo fatto: quando si finiscono le qualifiche e si entra in parco chiuso, la mappatura del motore dovrebbe essere mantenuta anche per la gara».

Orecchie da mercante
Più cauto è il motorista dei Bibitari, il boss della Renault Cyril Abiteboul, che propone invece un'altra ipotesi per limitare l'utilizzo smodato delle mappature da parte della Mercedes: «Avrei tutto l'interesse del mondo ad allinearmi alle parole di Marko, ma conoscendo l'aspetto tecnico credo che sarebbe molto difficile da applicare. Il primo obiettivo sarebbe semmai quello di limitare il consumo di olio: attualmente è di 0,6 litri, ma il nostro motore ne consuma perfino meno di 0,1. È possibile nel 2018 costruire un motore che consumi così, quindi non vedo il motivo di consentire un limite più alto. Per me sarebbe una soluzione ovvia, in modo da costringere tutti ad allinearsi allo spirito del regolamento». Eppure, anche di fronte a questo fiume di proteste, la Fia continua a far finta di nulla, e per il momento sostiene di non avere in programma alcun intervento: «Il bottone magico? Qualunque cosa sia, non l'ho visto menzionato in nessun documento tecnico – taglia corto il direttore di gara Charlie Whiting – Questi motori dispongono di ogni tipo di mappatura, e sappiamo benissimo che le cambiano diverse volte durante la gara».