22 luglio 2019
Aggiornato 04:00

Si complimenta anche Pirelli: «Ferrari, strategia brillante»

Sebastian Vettel ha vinto a Melbourne grazie alla tattica più veloce: si è fermato ai box due giri prima delle previsioni ideali del fornitore di gomme italiano

La sosta ai box della Ferrari di Sebastian Vettel durante il GP d'Australia di Formula 1
La sosta ai box della Ferrari di Sebastian Vettel durante il GP d'Australia di Formula 1 Pirelli

MELBOURNE – La strategia di gara si è rivelata decisiva per il risultato finale del Gran Premio d’Australia. Dopo aver effettuato un primo stint più lungo, Sebastian Vettel (Ferrari) si è fermato per il pit stop durante il regime di safety car, rientrando in prima posizione davanti a Lewis Hamilton. Il pilota Mercedes, partito dalla pole position, era in testa alla gara e aveva già effettuto la sosta per rispondere al pit stop dell’altra Ferrari di Kimi Raikkonen. «Possiamo dividere questa gara in due metà, con il periodo di safety car che si è rivelato decisivo per il risultato finale grazie a una strategia brillante di Ferrari», spiega il responsabile della Pirelli, Mario Isola.

Previsioni rispettate
Vettel ha vinto grazie alla strategia più veloce ipotizzata per i piloti che partivano su pneumatici ultrasoft. La previsione indicava il giro 28 come quello ideale per la sosta: Vettel si è fermato nel corso del giro 26, sette giri dopo rispetto a Hamilton, leader della gara fino a quel momento. Quasi tutti i piloti hanno optato per un solo pit stop da ultrasoft a soft, ad eccezione di Red Bull: entrambi i piloti sono partiti su supersoft per poi passare ai pneumatici soft. Daniel Ricciardo ha chiuso quarto in un finale di gara molto combattuto. Strategia alternativa da ultrasoft a supersoft per Valtteri Bottas (Mercedes) e Stoffel Vandoorne (McLaren), entrambi a punti. «È stato un Gran Premio avvincente, con i primi cinque al traguardo che si sono giocati le posizioni fino all’ultimo giro – prosegue Isola – La maggior parte dei piloti ha optato per un solo pit stop: una strategia favorita anche dal periodo di safety car a metà gara che ha notevolmente ridotto usura e degrado. Siamo molto soddisfatti del comportamento di tutte e tre le mescole, dimostratesi perfette per la gara. Due piloti hanno addirittura finito il GP con un solo pit stop senza utilizzare i pneumatici soft, la mescola più dura tra quelle disponibili».