10 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Sì, ha fatto bene a rinnovare: Valentino Rossi sa ancora fare miracoli

Il Dottore rimonta dalla terza fila al terzo posto sul podio. Sul finale anche Vinales ritrova il feeling con la sua Yamaha, mentre Zarco va in crisi di gomme

DOHA – Il modo migliore per festeggiare la firma di altri due anni di contratto? L'ennesimo miracolo domenicale, una rimonta dalla terza fila sulla griglia di partenza al terzo gradino del podio. Se mai ci fosse stato bisogno dell'ennesima conferma, per silenziare i soliti critici che avrebbero preferito che appendesse il casco al chiodo, Valentino Rossi l'ha data nel Gran Premio del Qatar, la prima gara della stagione 2018, a 39 anni ormai compiuti. Scattato dall'ottava casella, il Dottore si è fatto gradualmente ma rapidamente fino al terzo posto, forte di un passo peggiore solo a quello dei primi due classificati: Andrea Dovizioso e Marc Marquez. Come a dire che una bestia da gara come lui potrà perdere anche il pelo, ma mai il vizio. «È stata una grande battaglia e una grande corsa – racconta il fenomeno di Tavullia – Sinceramente l'anno scorso salire sul podio è stata una sorpresa maggiore, mentre con la moto di quest'anno mi sentivo bene, ero più competitivo. Sapevo di poter fare una bella corsa, ma non si può mai dire se sia sufficiente per salire sul podio, perché di piloti forti oggi ce n'erano almeno dieci. Ho cercato di spingere dall'inizio, perché partivo dalla terza fila, e già al primo giro sono riuscito a superare alcuni avversari. L'altro momento chiave sono stati gli ultimi giri, dove come l'anno scorso i più forti in pista erano Dovizioso e Marquez. Sapevo che loro ne avevano abbastanza da cambiare ritmo, ma io sono molto contento di essere rimasto con loro e di essergli arrivato vicino al traguardo. Purtroppo non è bastato per vincere, ma il podio è un ottimo modo di iniziare».

Vinales ritrovato
In bocca al suo compagno di squadra Maverick Vinales resta invece un sapore agrodolce. Partito 15°, anche lui è riuscito a rimontare, chiudendo sesto, ma solo sul finale è stato capace di ritrovare quella velocità che un anno fa gli aveva consentito di vincere questa gara. «Sono un po' inc...ato perché se avessi iniziato a girare prima sull'1:55 forse avrei potuto lottare per il podio – spiega Top Gun – Ma allo stesso tempo sono molto contento perché il team non si è mai arreso, ha continuato a lavorare e alla fine, con pazienza, abbiamo trovato un assetto davvero buono, che mi piace. Negli ultimi giri ho ritrovato il Maverick di sempre, che spinge, che diventa sempre più veloce». Insomma, anche lo spagnolo sembra aver trovato l'uscita dal tunnel: «Questo assetto è molto migliore in ingresso di curva, la moto si muove meno, è più stabile e posso attaccare di più il punto di corda. E inoltre non mi crea problemi in accelerazione. Lo chiedevo da tempo, ma l'ho trovato solo nel weekend di gara, con una moto completamente diversa da quella dei test. Mi sembra di aver perso tre mesi, ma finalmente ho trovato la direzione giusta, il feeling e la motivazione».

Crollo Zarco
Ha portato a casa meno di quanto avrebbe meritato, invece, Johann Zarco. Partito dalla pole, il pilota della Yamaha satellite del team Tech3 ha mantenuto il comando per diciassette giri, prima di cedere di schianto fino a scivolare all'ottavo posto finale, a causa di una crisi di gomme. «Devo essere contento – ammette il francese – Sono contento di essere stato in testa alla gara, per molti giri l'ho tenuta sotto controllo, anche se non ero abbastanza veloce da scappare via. Forse stavo aspettando che i miei rivali mi superassero e iniziassimo a lottare, ma alla fine sono riuscito a restare davanti. Però, dopo otto o nove giri, ho sentito una sensazione strana sul davanti, mi sono preoccupato e ho pensato che forse anche gli altri avessero lo stesso problema. E poi, a cinque passaggi dalla fine, quando questo guaio alla gomma anteriore è peggiorato e sono stato superato, non ho potuto lottare perché scivolavo troppo, e se provavo a buttare la moto in curva quasi cadevo. Perciò ho dovuto respirare e mantenere la posizione, ma il mio passo è rallentato troppo. Ho chiuso ottavo con un problema tecnico, penso di potermi ritenere soddisfatto. Mi sono divertito a restare in testa, e se continuerò a correre così, quando tutto girerà per il verso giusto, potrò lottare per la vittoria».