24 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

Vergne al Diario Motori: «Io, ex ferrarista, ora comando in Formula E»

È stato collaudatore della Rossa: «Esperienza grandiosa, ma mi ha fatto capire che volevo tornare a correre». Oggi il francese domina il campionato elettrico
Jean-Eric Vergne da collaudatore Ferrari e da pilota Techeetah in Formula E
Jean-Eric Vergne da collaudatore Ferrari e da pilota Techeetah in Formula E (Ferrari - Formula E/Lat)

ROMAAllora Jean-Eric, come ti senti dopo essere stato protagonista di un momento storico: la prima doppietta nella storia della Formula E?
Mi sento bene. Ovviamente mancano ancora tante gare, il campionato è ancora molto lungo, e tutto può succedere in Formula E. Quindi quella vittoria me la sono già messa alle spalle, e non voglio dare nulla per scontato. Mi aspetto che i nostri avversari lavorino sodo per batterci, d'ora in poi, e quindi noi dovremo aumentare ancora i nostri sforzi per restare in questa posizione in classifica.

Più che emozionato, ti sento molto razionale.
Sì, perché la mia ambizione non è quella di vincere una sola gara. È stato bello, ne sono felice, ma adesso è arrivato il momento di tornare a lavorare a testa bassa. Non abbiamo ancora vinto il titolo. Per il team è stato un grande risultato, ma io personalmente sono consapevole che con il prosieguo della stagione la concorrenza è destinata a farsi sempre più tosta. I nostri avversari sono ancora lì e non abbiamo tempo di riposarci sugli allori.

Questa doppietta dimostra che il team Techeetah è cresciuto molto rispetto alla passata stagione. Sotto quali aspetti, in particolare?
Prima di tutto abbiamo un nuovo motore Renault. Anche se le altre case sono migliorate molto e le differenze tecniche si sono ridotte rispetto all'anno passato, comunque si tratta di un propulsore ottimo. Quanto alla squadra, nella scorsa stagione era al debutto, quindi c'erano tanti dettagli da mettere a punto. E possiamo ancora fare molto, per crescere, anche dopo questo successo. Per questo non smetto di ricordare al mio team che abbiamo molto lavoro davanti a noi, perché ora vogliamo mantenere questa posizione.

Non siete solo una squadra giovane, ma anche indipendente. È difficile contrastare le grandi risorse dei team ufficiali?
Sicuramente è difficile. Possiamo provare molto meno degli altri, ma a Santiago siamo stati fortunati ad azzeccare da subito l'assetto giusto. Merito degli ingegneri, che hanno preparato al meglio la gara, analizzando il circuito e lavorando sodo al simulatore. Proprio questa strada, il duro lavoro, è la chiave per rivivere ancora giorni come questo anche nel futuro.

Dalle tue parole intuisco che il tuo obiettivo sia quello di vincere il campionato.
Sì e no. Ovviamente in un angolo della mia mente continuo a pensarci, ma sarebbe sbagliato per me concentrarmi solo su quello. Al momento tutta la mia concentrazione è rivolta alla prossima gara in Messico e non a quelle successive. Voglio affrontare le corse man mano che si presentano, una alla volta, e alla fine dell'anno se avremo lavorato bene ci ritroveremo in una buona posizione.

Sia l'anno scorso che nelle prime gare di quest'anno si sono susseguiti molti vincitori diversi. Quali tieni maggiormente sotto osservazione?
Non ce n'è nessuno. Ripeto, tutti i team e i piloti sono molto forti, compresi alcuni che nella passata stagione non erano così competitivi. Quindi non possiamo guardare solo ad uno o due di loro, dobbiamo pensare che tutti possano essere una minaccia. Quindi l'approccio ideale è concentrarci solo su noi stessi, cercando di migliorarci ogni volta in cui scendiamo in pista. Ci saranno gare in cui inseguiremo e altre volte in cui faremo l'andatura, come è successo a Santiago. Dobbiamo solo cercare di trarre il massimo. Come abbiamo visto lo scorso anno, non necessariamente il pilota che ha vinto più gare si è aggiudicato il campionato.

Quindi la chiave è la costanza di rendimento.
Esatto. E il fatto di rimanere calmi in ogni circostanza.

Vista dall'esterno, l'aspetto che più colpisce della Formula E è che non fa rumore...
Dissero la stessa cosa quando in Formula 1 si passò dai V8 ai V6, e ora tutti hanno smesso di lamentarsi. Le macchine, i piloti, lo spettacolo, le gare sono rimasti gli stessi. E se cambia il rombo, chi se ne importa. Tra vent'anni tutti si dimenticheranno del rumore delle auto a benzina: il futuro è destinato ad essere sempre più elettrico. Come disse una volta Richard Branson: un tempo era normale sentire la puzza delle sigarette nei ristoranti, ora nessuno ci fuma più. Accadrà lo stesso con le macchine elettriche: non abbiamo perso la velocità, la competizione, le belle gare, ed è questo che conta.

Ma dal punto di vista del pilota, come cambia lo stile di guida?
Ovviamente è diverso. Dobbiamo risparmiare energia e ci sono diversi modi per farlo. Per questo alcuni piloti ci mettono un po' di tempo ad abituarsi alla Formula E. Ma il nostro lavoro è sempre lo stesso: ci danno un volante e quattro ruote e noi dobbiamo tirare fuori il massimo.

Segui ancora la Formula 1?
Certo!

E cosa ti aspetti dalla prossima stagione: avremo ancora una Mercedes imbattibile?
I campioni in carica sono sempre gli uomini da battere, ma mi aspetto una stagione interessante. Spero che la McLaren, con Alonso e Vandoorne, possa tornare a lottare per le prime posizioni, ora che hanno il motore Renault. E spero in una Ferrari e in una Red Bull competitive in modo da avere sempre più squadre in lotta per la vittoria.

E cosa pensi della tua ex squadra, la Toro Rosso, che sarà motorizzata Honda?
Non ne ho idea, non sono più dentro la squadra. Ma credo che la Honda possa fare bene, migliorare il motore rispetto alle scorse stagioni, anche sul fronte dell'affidabilità. E la Toro Rosso si merita risultati migliori: conosco che bel gruppo di persone lavora a Faenza e so quanti sforzi ci stiano mettendo.

Sei stato per una stagione collaudatore alla Ferrari. Cosa hai imparato quell'anno?
Lavorare per la Ferrari è stata un'esperienza grandiosa, ed entrare a far parte di quella famiglia è una sensazione fantastica. Tuttavia, mi ha anche insegnato che voglio essere in pista, a correre: è questo il mio obiettivo. Spero che la Ferrari possa tornare a vincere il campionato del mondo quest'anno con Seb e Kimi: hanno lavorato sodo per ristrutturare il team e mi auguro che in questa stagione tutto giri finalmente a loro favore.