20 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Calcio

L’ammissione di Montolivo e quella stoccata ai tifosi

Intervistato al termine di Milan-Bologna, il centrocampista rossonero non è stato affatto diplomatico davanti ai microfoni

Riccardo Montolivo, sesta stagione al Milan
Riccardo Montolivo, sesta stagione al Milan ANSA

MILANO - E’ stato fra i migliori in campo nella complicata e sofferta vittoria del Milan contro il Bologna: Riccardo Montolivo è uscito da San Siro dopo una prova quasi stoica, condita da due recuperi miracolosi (uno su Destro e l’altro su un tiro di Verdi) che potevano costare carissimo ai rossoneri. Al centrocampista di Caravaggio poco interessa che la sua stagione sia iniziata nell’anonimato e nell’indifferenza più totale, tagliato quasi fuori dalla lista dei titolari di Montella e con la fascia di capitano sfilata dal suo braccio ed annodata al bicipite di Bonucci, l’ultimo arrivato.

Grazie (quasi) a tutti

Oggi Montolivo si ritrova ad essere il titolare di un centrocampo zoppicante ma in ripresa, approfittando sì delle condizioni per nulla ottimali di Lucas Biglia, ma prendendosi quel posto grazie al lavoro, al sacrificio e ad una leadership silenziosa che ha evitato all’ex di Fiorentina ed Atalanta di cacciarsi in futili polemiche. Intervistato da Sky Sport al termine di Milan-Bologna, Riccardo Montolivo aveva un sorriso stanco ma radioso e non si è risparmiato neanche davanti ai microfoni, parlando di tattica e dei suoi momenti difficili dell’inizio di stagione del Milan: «Sì, la difesa a 4 è più congeniale per noi - ha ammesso il centrocampista - ed è il modulo con cui ci troviamo meglio, quello che conoscevamo di più da prima. Abbiamo iniziato così e le cose funzionavano, poi siamo passati a 3, un’idea buona, per carità, ma per giocare a 3 serve che i difensori scalino bene, così da essere sempre imprevedibili, se ciò non accade iniziano i problemi». E poi ecco i ringraziamenti a chi lo ha sostenuto nel periodo più difficile: «E’ stata un’estate complessa per me - ha proseguito Montolivo - ed è inutile negare che non stavo bene, ma ho voluto far ricredere l’allenatore lavorando sodo. Devo ringraziare Montella, lo staff tecnico, la famiglia ed i compagni di squadra, ora sono di nuovo fra i 13-14 che ruotano e cerco di dare il massimo contributo ogni volta».

Giudicato male

Nessun riferimento o ringraziamento a quei tifosi che non hanno mai perso occasione per criticarlo ed insultarlo, anche quando non ce n’era motivo, così, per partito preso, come se Montolivo fosse il secchione della spazzatura nel quale gettare ogni frustrazione. Riccardo Montolivo non è un fuoriclasse e non lo sarà mai, ma è un buon giocatore, uno che difficilmente fa vincere una partita ma che mai la fa perdere. Sarebbe ora, pur se in ritardo, che l’ex capitano venisse considerato né più e né meno come tutti gli altri calciatori, giudicato esclusivamente per le sue prestazioni, senza pregiudizi e senza inutili critiche preventive.