24 febbraio 2021
Aggiornato 21:00
Formula 1

Todt sfida la Ferrari: «Volete davvero lasciare la F1?»

Le minacce di ritiro della Rossa di Maranello, in protesta contro le proposte di modifica del regolamento, non spaventano l'ex team principal, oggi presidente della Federazione

Il presidente della Federazione internazionale dell'automobile, Jean Todt
Il presidente della Federazione internazionale dell'automobile, Jean Todt Red Bull

ABU DHABI – Il braccio di ferro tra la Ferrari e la Federazione internazionale dell'automobile è cominciato. Da un lato e dall'altro sono schierati i due presidenti: Sergio Marchionne e Jean Todt. Ironia della sorte, quest'ultimo è proprio colui che, da team principal, portò la Rossa di Maranello a vincere Mondiali a ripetizione nell'indimenticabile era Schumacher. Ora che il manager francese siede sulla poltrona più alta di Place de la Concorde, però, non sembra intenzionato a fare nessuno sconto al suo ex datore di lavoro.

Non cede alle minacce
Il Cavallino rampante minaccia di non rinnovare la sua presenza in Formula 1 oltre il 2021, quando i nuovi proprietari del circus, l'americana Liberty Media, potrebbero introdurre nuove regole per il motore e un limite ai budget dei team? E Todt le risponde che la Fia non si tirerà indietro, né si farà influenzare da questo. «Mi fa paura che la Ferrari e la Mercedes lascino la Formula 1, ma è una loro scelta – ha dichiarato il presidente federale – Di sicuro noi non vogliamo che i costruttori lascino questo sport, specialmente la Ferrari che è un'icona unica, un team che ha partecipato ad ogni singolo campionato fin dalla sua creazione. Ma sono sicuro che anche a lei farebbe male ritirarsi, perché l'unicità del suo marchio nasce dalla combinazione tra auto da corsa e stradali. Comunque, non è mia la responsabilità».

In linea con i proprietari
Jean, insomma, non si lascia condizionare dal vecchio amore per la Ferrari, e non ha intenzione ad andarci con la mano leggera. Persino il diritto di veto ai cambi di regolamento, riconosciuto alla Scuderia fin dal primo patto della Concordia del 1981, potrebbe essere rimesso in discussione: «Sorprendentemente, quando da presidente della Federazione mi sono ritrovato a voler discutere il privilegio del veto della Ferrari, ne ho voluto parlare con gli altri team per avere la loro opinione, e ho trovato tutti d'accordo. Comunque dovremo ancora valutare se questa situazione si rinnoverà anche in futuro». Quello che il numero uno della Fia difende, in compenso, è la decisione di aver venduto i diritti commerciali della F1 alla Liberty, oggi interlocutrice della Ferrari: «Chase Carey è un grande amministratore delegato e riconosco un'organizzazione strutturata con veri professionisti come Ross Brawn e Sean Bratches – conclude Todt – Il nostro sport è in buone mani».