26 giugno 2019
Aggiornato 13:30
Calcio

Tavecchio-Lippi: prosegue la polemica

Diatriba a distanza fra il dimissionario presidente federale e l’ex commissario tecnico azzurro. La scelta di Ventura e quel ripensamento sul ruolo di coordinatore tecnico l’oggetto del contendere

Marcello Lippi e Carlo Tavecchio, passati da alleati a nemici in federazione nel giro di un anno e mezzo
Marcello Lippi e Carlo Tavecchio, passati da alleati a nemici in federazione nel giro di un anno e mezzo ( ANSA )

ROMA - Milioni di chilometri fra Roma e Pechino, eppure l’eco è udibilissimo dall’Italia alla Cina. Carlo Tavecchio e Marcello Lippi polemizzano a distanza, si mandano frecciate e stoccate a vicenda, senza risparmiarsi nemmeno i colpi bassi. Una polemica, quella fra il dimissionario presidente della Federcalcio ed il commissario tecnico della Nazionale campione del mondo nel 2006, che arriva nel momento meno opportuno della storia calcistica italiana recente, con una politica sportiva da rifondare ed un commissario tecnico da scegliere dopo il fallimento di Ventura ed il mancato accesso ai mondiali di Russia.

Botta e risposta

Ed è proprio Ventura, appena defenestrato da Tavecchio e su cui pesa il macigno della mancata qualificazione alla coppa del mondo, l’oggetto principale del contendere fra Tavecchio e Lippi: «Ventura non lo scelsi io, lo scelse Lippi», aveva tuonato il primo nella conferenza stampa di addio, organizzata circa 24 ore fa. «Tavecchio ha la memoria corta, la decisione di assumere Ventura è stata tutta sua», ha risposto Lippi a breve giro di posta e dalla Cina, dove ora l’ex tecnico juventino guida la nazionale asiatica che pure ha fallito l’obiettivo di accedere a Russia 2018. Fra Tavecchio e Lippi esisteva un patto ed un’alleanza: il presidente federale sarebbe stato il politico, l’ex commissario tecnico il braccio armato con licenza di operare sportivamente diventando coordinatore tecnico di tutte le rappresentative nazionali azzurre; il no di Lippi a tale ruolo, giunto proprio quando tutto sembrava ratificato, ha spiazzato Tavecchio che ora gli rinfaccia il rifiuto e il suggerimento di ingaggiare Ventura come allenatore della Nazionale, a seguito di colloqui avuti dallo stesso Lippi con l’ex tecnico del Torino, con Gasperini, con De Biasi, con Montella e con Donadoni, il prescelto iniziale dalla Federazione, che però il Bologna non volle liberare. A conti fatti, l’aver scelto Ventura come guida della Nazionale si è rivelato un errore, del quale (come spesso accade in Italia) nessuno vuole assumersi la responsabilità; negli anni sessanta-settanta-ottanta, la Democrazia Cristiana stravinceva le elezioni politiche, eppure ogni italiano giurava di non averla votata, proprio come oggi tutti giurano di non aver votato per Ventura commissario tecnico azzurro. Paese che vai, usanza che trovi.