22 ottobre 2019
Aggiornato 00:30

Il Milan piange un vecchio campione d'Europa

Una morte improvvisa ed inaspettata per un ex calciatore, forse non fra i più storici ed amati, ma certamente indimenticabile nella splendida cavalcata dei rossoneri di Arrigo Sacchi nella Coppa dei Campioni 1989-90

La curva del Milan incita i propri beniamini
La curva del Milan incita i propri beniamini ANSA

MILANO - Il Milan ed il mondo del calcio dicono addio a Stefano Salvatori, ex centrocampista classe 1967, morto a neanche 50 anni a Sydney dove si era trasferito nel 2013. Salvatori è stato un centrocampista dalla tecnica non eccelsa, ma dalla grande corsa e tenacia, nato a Roma il 29 dicembre 1967 e cresciuto nel fulgido vivaio romano della Lodigiani, notato dal Milan a metà anni ottanta e girato in prestito prima alla Virescit Boccaleone, poi al Parma e quindi alla Fiorentina (dove realizza il suo primo gol in serie A), infine nella stagione 1989-90 il ritorno al Milan: Arrigo Sacchi lo manda in campo in poco più di 10 occasioni nell'annata che porta i rossoneri alla conquista della Coppa Campioni, trofeo di cui si fregia anche Salvatori che l'anno successivo si trasferisce nuovamente alla Fiorentina dove rimarrà per due stagioni, prima di passare alla Spal e all'Atalanta, ma soprattutto prima della sua avventura in Scozia nelle fila degli Hearts of Midlothian dove giocherà per tre anni divenendo un idolo della tifoseria britannica, protagonista nel 1998 della vittoria della coppa nazionale contro i Glasgow Rangers. E' stato proprio il club scozzese a diramare la notizia dell'improvvisa scomparsa di Stefano Salvatori, un calciatore forse non eccelso, non certo un fuoriclasse, ma uno di quelli che il pubblico non contesterebbe mai, uno di quelli a cui impegno e sudore non sono hanno mai difettato. Salvatori mancava fisicamente dall'Italia da già qualche anno, da oggi la sua assenza si avvertirà molto di più.