19 luglio 2024
Aggiornato 00:00
MotoGP | Gran Premio della Malesia

Lorenzo sbaglia, Dovizioso vince: gioco di squadra Ducati?

Quel lungo al diciottesimo giro che ha aperto le porte del successo ad Andrea è stato davvero un errore, oppure Jorge ha voluto dare una mano al suo compagno per il campionato?

Andrea Dovizioso davanti a Jorge Lorenzo a Sepang
Andrea Dovizioso davanti a Jorge Lorenzo a Sepang Foto: Michelin

SEPANG – La Ducati fa gioco di squadra per aiutare Andrea Dovizioso di vincere il campionato del mondo? Il sospetto lo aveva lanciato Marc Marquez già dall'inizio di questo weekend, sostenendo che la richiesta dai vertici di Borgo Panigale fosse circolata ai loro piloti già domenica scorsa a Phillip Island. Qualche insubordinazione ci sta sempre, come ha dimostrato proprio in Australia il sorpasso all'ultimo giro inflitto a Dovi da Scott Redding, oggi sulla Desmosedici satellite di Pramac ma pronto a traslocare in Aprilia dal 2018, che ha fatto infuriare i grandi capi della casa. Ma il purosangue più pregiato della scuderia, Jorge Lorenzo, sarebbe stato davvero pronto a dare una mano al suo compagno di squadra? Va bene che i rapporti con Andrea sono molto più distesi di quelli che aveva con il suo vecchio vicino di box Valentino Rossi, ma conoscendo il carattere di Por Fuera c'era più di qualcuno che dubitava che avrebbe rinunciato volontariamente alla gioia di una prima vittoria in rosso.

Messaggio cifrato
Lo scenario si è avverato esattamente al Gran Premio di Malesia. Al nono giro Lorenzo ha superato Johann Zarco, leader a inizio gara, portandosi in testa, ma al sedicesimo passaggio è arrivato lungo all'ultima curva, cedendo così a Dovizioso la definitiva vittoria. Nel frattempo il muretto box gli aveva esposto un cartello sospetto, che portava la scritta «Mappatura suggerita 8», ma che con il motore non c'entrava niente: lo stesso team ha ammesso che si trattava di un messaggio in codice per ordinargli di lasciar passare la moto gemella. Il campione maiorchino ha dunque sbagliato davvero o ha solo fatto finta per obbedire alle indicazioni, seppure con giri e giri di ritardo? «Onestamente non ho visto nessun cartello – ha risposto Lorenzo – Ero molto concentrato sulla curva successiva, perché sotto la pioggia non ci si può distrarre: io l'avevo fatto a Misano ed ero finito per terra. Lo sapete, se l'avessi visto direi la verità, ma non è stato così: me l'hanno detto solo in parco chiuso, a fine gara. Conoscevo già la situazione e sapevo cosa fare, non avevo bisogno di nessuno che me lo spiegasse. Sapevo che il titolo mondiale è importante e che Marquez era quarto o quinto». Ma il numero 99 insiste: non c'è stato nessun aiutino, né forzato né volontario. «Ovviamente volevo vincerla questa gara, continuando a spingere fino alla fine. Ma la gomma anteriore era al limite e per restare con Dovi fino al traguardo avrei dovuto forzare troppo in frenata, con il rischio che mi si chiudesse il davanti e che cadessimo tutti e due. Ho cercato di restare calmo e di non fare pazzie, lui guidava molto bene e ha guadagnato un po' di vantaggio: per me era molto difficile stargli vicino. All'ultimo giro ha iniziato a piovere e lui ha rallentato un po', ma se ci avessi provato avevo il 90% di possibilità di cadere». Così si è accontentato del secondo posto, che è pur sempre il suo miglior risultato ottenuto finora in Ducati. Ed entrambi, in fondo in fondo, sono stati contenti così.