20 novembre 2019
Aggiornato 02:00

Voce clamorosa: Valentino Rossi cede la Yamaha a Dovizioso?

Il Dottore declassato a collaudatore, alla fine del suo contratto, e Desmodovi strappato alla Ducati: questo scenario apparentemente folle è stato svelato da un giornalista

Valentino Rossi e Andrea Dovizioso
Valentino Rossi e Andrea Dovizioso Ducati

ROMA – Questa è una storia piena di «se», che va necessariamente infarcita di condizionali. Eppure, nonostante sia tutta costruita sulle indiscrezioni, merita comunque di essere raccontata, pur con tutte le cautele del caso. Per almeno due motivi: il primo è che apre uno scenario fino a questo momento mai neppure ipotizzato, il secondo è che riguarda proprio i due piloti italiani più amati, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso. I cui destini, incredibilmente, potrebbero incrociarsi in un futuro nemmeno troppo remoto.

Il rumour
Già, perché oggi che Desmodovi si è dimostrato senza ombra di dubbio capace di lottare per il campionato del mondo, proprio il suo nome spunta nel folto elenco dei possibili sostituti del Dottore in sella alla Yamaha ufficiale, quando sarà arrivato il momento del suo ritiro. A sganciare questa bomba è Maurizio Bruscolini, giornalista della Gazzetta dello Sport solitamente ben introdotto nelle vicende di Tavullia, che ospite della trasmissione televisiva Paddock ha rivelato quella che giura essere una voce accreditata, giunta nientemeno che dai piani alti della casa dei Diapason: «Yamaha sta cercando di uscire da questa impasse e sta cercando Dovizioso, vi garantisco che è vero. La mia fonte mi ha detto "Ce lo siamo fatti scappare ma stavolta se lo prendiamo ce lo teniamo bello stretto». Queste cose le ha dette un’alta carica di Yamaha Racing. All’interno del paddock è cambiata la considerazione del signor Rossi... Continuerà a correre per molti anni come collaudatore, facendo contento anche Carmelo Ezpeleta».

Perché sì
Il giornalista lascia insomma intendere che il nove volte iridato sarà in un certo senso declassato, per cedere il testimone al suo connazionale: il tutto, ovviamente, alla scadenza del suo attuale contratto al termine della prossima stagione. Il pilota di Forlì, del resto, non è un volto nuovo in casa Yamaha: ad oggi ha già avuto modo di guidare tutte le moto dei marchi più prestigiosi in MotoGP, compreso quello di Iwata. Gli accadde nel 2012 quando, appiedato dalla Honda ufficiale con cui esordì in classe regina, gli venne affidata la M1 satellite del team Tech3. E i risultati non lasciarono a desiderare: Dovi colse ben sei podi, rilanciando la sua carriera tanto da essere chiamato in un'altra squadra ufficiale, la Ducati di cui è diventato bandiera. È probabilmente a questa fase che la fonte di Bruscolini si riferisce quando ricorda che «ce lo siamo fatti scappare».

Perché no
L'idea, insomma, è pazza ma non troppo. Eppure, come avevamo accennato in apertura, è anche piena di «se». Il primo è che Dovizioso, per assicurarsi il sellino più ambito di tutto il Motomondiale, quello del numero 46, dovrà battere la concorrenza di altri nomi quotati come quello di Johann Zarco, nuovo talento emergente della Yamaha clienti, e persino di Dani Pedrosa. Il secondo è che, nonostante quello che sostiene il collega, Vale potrebbe alla fine comunque decidere di prolungare ulteriormente il suo contratto anche oltre il 2018: stando a quanto ha dimostrato nel corso di questo Mondiale, le basi, sul fronte dei risultati, sembrano esserci ancora tutte. Comunque vada, questa indiscrezione rappresenta in ogni caso un bell'attestato di stima nei confronti di Andrea Dovizioso: il pilota che fino all'anno scorso era ritenuto il brutto anatroccolo del circus è oggi diventato uno degli uomini mercato più inseguiti da tutte le scuderie che contano. Niente male, Dovi!

La Yamaha di Valentino Rossi davanti alla Ducati di Andrea Dovizioso
La Yamaha di Valentino Rossi davanti alla Ducati di Andrea Dovizioso (Ducati)