19 ottobre 2019
Aggiornato 13:30

Altro che stanchezza: la crisi di Kessič č di altra natura

Il calo di rendimento del centrocampista ivoriano č ormai diventato un argomento caldo. Sono in tanti ad attribuire questo crollo nelle prestazioni di Kessič alla stanchezza, teoria del tutto inaccettabile dopo appena 3 mesi dall’inizio della stagione. Le ragioni sono invece probabilmente di natura tattica ed emotiva.

Il centrocampista ivoriano del Milan Franck Kessič
Il centrocampista ivoriano del Milan Franck Kessič ANSA

MILANO - Ormai sembra essere diventato questo il trend topic della settimana in casa Milan: se Franck Kessiè vive un momento di inquietante involuzione tecnica e un evidente calo nelle prestazioni, la colpa è del fatto che Montella lo fa giocare troppo. 
Detto per inciso che l’ivoriano non è neppure tra i giocatori di movimento più utilizzati tra i rossoneri (il 30enne capitan Bonucci, ad esempio, che ha più minutaggio di lui che dovrebbe dire?!), qualcuno tra i latori di questa farneticante teoria abbia almeno il coraggio di spiegarci come fa a risentire della stanchezza già a metà ottobre un ragazzone grande e grosso, di appena 20 anni, che finora ha giocato 8 partite in serie A e 5 in Europa League.

Ma quale stanchezza?
Siamo ai limiti del vaudeville. Eppure anche i più autorevoli organi di informazione continuano a propinarci questo insulso concentrato di banalità e luoghi comuni. Si arriva addirittura a parlare di «usura», una contraddizione in termini per una specie di armadio a due ante che potrebbe spaccare il mondo a spallate e che invece secondo qualcuno è già alla frutta dopo appena 3 mesi dall’inizio della stagione.
E non regge neppure la teoria dello stress emotivo, considerato che nell’immaginario della tifoseria rossonera, tra gli 11 nuovi acquisti estivi, non è mai stato Franck Kessiè il cardine attorno a cui costruire la rinascita del Milan.

Niente più duetti
Niente di tutto questo, insomma. Le ragioni del momentaneo black out del centrocampista rossonero vanno semmai ricondotte ad un’altra problematica, una questione a metà tra i fattori emotivi e quelli tattici. L’infortunio gravissimo occorso ad Andrea Conti, ex compagno di squadra all’Atalanta e compagno di fascia destra della mezzala ivoriana. È da quando il laterale azzurro si è frantumato il ginocchio che di Kessiè si sono perse le tracce in campo. E non si tratta solo di tristezza per il ko dell’amico di tante battaglie: l’assenza in campo del suo vecchio partner in nerazzurro si è rivelata fatale anche da un punto di vista tattico perchè è come se avesse fatto perdere al centrocampista il binario da seguire. 

Smarrito lo spartito
Perso il compagno ideale dei suoi duetti in corsia e smarrito lo spartito imparato alla perfezione all’Atalanta grazie alla cura Gasperini, il numero 79 rossonero ha perso le coordinate dei suoi movimenti in campo e si è sciolto come neve al sole. Tanto da essere sostituito nel derby già a metà partita da mister Montella. Adesso toccherà proprio all’allenatore rossonero restituire al tank ivoriano le certezze tecnico-tattiche smarrite nelle ultime settimane, perchè solo di quello può trattarsi. Se davvero Kessiè fosse già con la lingua per terra arrivati a questo punto della stagione, altro che carrarmato, ci sarebbe davvero da preoccuparsi per il prosieguo della sua carriera.