20 gennaio 2021
Aggiornato 02:00
MotoGP | Gran Premio del Giappone

Fenomeno Dovizioso: frega Marquez e riapre il Mondiale

Dopo un lungo e combattuto testa a testa, il forlivese della Ducati beffa lo spagnolo della Honda all'ultimo giro e va a prendersi la quinta vittoria stagionale proprio in casa dei giapponesi. Ora il suo distacco dalla vetta della classifica è di soli undici punti, a tre gare dal termine della stagione: sognare si può

Andrea Dovizioso abbraccia Marc Marquez nel parco chiuso di Motegi
Andrea Dovizioso abbraccia Marc Marquez nel parco chiuso di Motegi Michelin

MOTEGI – La quinta di Dovi. L'ennesimo capolavoro di questa stagione da incorniciare per Andrea Dovizioso arriva nel Gran Premio del Giappone: sotto la pioggia incessante di Motegi, al termine di una battaglia di nervi con il suo diretto rivale nella corsa al titolo Marc Marquez, il ducatista esce vincitore all'ultima curva. «All'inizio non mi sentivo troppo a posto: c'era troppa acqua, dovevo superare gli altri piloti senza vedere niente – racconta Desmodovi – Ma non mi sono arreso e questa è stata la chiave della mia gara. Giro dopo giro ho aumentato la velocità, ho capito i miei punti deboli e quelli di forza, e alla fine abbiamo messo in scena una bella battaglia».

Testa a testa
Il primo attacco arriva a sei giri dalla fine: Dovizioso piazza un sorpasso pulito su Marquez in frenata, passando in testa per la prima volta. Il suo tentativo di fuga viene però frenato dallo spagnolo che, dopo tre tornate, gli risponde tornando davanti a tutti. Il portacolori della Honda spinge al limite, ma non basta: all'ultimo passaggio alla curva 8, gli sfugge il piede dalla pedana, l'italiano ne approfitta per affiancarlo sfruttando tutta la potenza della sua Ducati sul dritto, e alla staccata della curva 11 arriva la manovra decisiva. «Lottare con un rivale aggressivo come Marc è sempre difficile, abbiamo dato entrambi il massimo – racconta Andrea – Negli ultimi sei giri la gomma era andata, in sesta marcia pattinava ed era difficile guidare con precisione e staccare con forza, perciò abbiamo dovuto cambiare traiettorie. Lo vedevo in difficoltà, ma lo ero anch'io: forse non mi sarebbe bastato per vincere. Negli ultimi due passaggi ha provato a spingere di nuovo, ma forse ha superato il limite e ha commesso un errore, così l'ho ripreso. Sapevo che la mia chance era alla curva 11: sono uscito incollato a lui dalla piega precedente, poi ho frenato al massimo e la mia moto si è rivelata migliore della sua. Ma rimanevano ancora due curve, in cui ero più lento di lui, e sapevo che tutto poteva succedere. Perciò, come avevo già fatto in Austria, ho pensato alla giusta strategia da adottare nell'ultima curva».

Ultimo tentativo disperato
E lì il Cabroncito ci riprova, azzardando un sorpasso impossibile. Ma, proprio come in Austria, arriva largo e perde trazione, consentendo alla rossa Desmosedici di incrociare la traiettoria e di tornare al comando. Stavolta, definitivamente. «Ho dovuto allargare la linea ed è stata la decisione giusta – ammette Dovizioso – perché a quel punto ho chiuso la porta, mentre lui non è riuscito a cambiare direzione con altrettanta velocità». Al cinque volte iridato non resta che stringere la mano al rivale: «Abbiamo lottato in modo corretto – dichiara Marquez – e sono contento del secondo posto. Ma oggi, in gara, con tutta quest'acqua è stato difficile: ho spinto, mi sono preso molti rischi in una manciata di giri eppure ho visto che Dovi era velocissimo».

Campionato in volata
Un successo che vale oro, perché ottenuto proprio sulla pista della Honda, davanti ai grandi capi nipponici, ma soprattutto perché porta il pilota di Forlì a soli undici punti dalla vetta della classifica, quando mancano ancora tre Gran Premi. «Oggi non ho pensato al campionato, ma alla nostra incredibile velocità e alla battaglia al limite – conclude il ducatista – Sono contento della concentrazione con cui ho affrontato questa gara, e la vittoria è stata emozionante e importante per il campionato. So che sarà molto difficile battere Marquez, ma ci proverò fino alla fine». E Marc lo sa: «La classifica è molto corta: sentivo alcuni che mi davano già per campione, ma avevo solo sedici punti e ora ne ho undici, è molto dura. Dovi è costante, molto veloce, anche con la pioggia, che potrebbe tornare anche in Australia, Malesia e a Valencia. Ma almeno abbiamo superato Motegi, una delle piste dove in alcune edizioni ho fatto molta fatica: adesso arrivano degli altri circuiti che normalmente mi piacciono di più. L'importante è esserci in tutte le condizioni: cercherò di gestirmi nel modo migliore».