18 gennaio 2020
Aggiornato 04:30
MotoGP

Valentino Rossi non si arrende: domani prova a risalire in moto

Anche se la Yamaha ha già nominato il suo sostituto, Michael van der Mark, il Dottore vuole tentare comunque di correre questo weekend ad Aragon. Prima, però, deve avere la certezza che la caviglia e il ginocchio possano muoversi senza dolore: lo scoprirà compiendo un test con la R6 stradale a Misano

Valentino Rossi in sella ad una Yamaha R6 a Misano come quella che proverà domani
Valentino Rossi in sella ad una Yamaha R6 a Misano come quella che proverà domani Yamaha

PESARO – La Yamaha ha già messo le mani avanti. Costretta dal regolamento, stavolta, a far correre entrambe le moto, ha nominato Michael van der Mark, suo pilota ufficiale in Superbike, come sostituto, con il compito di tenersi in preallarme nel caso in cui fosse richiesta la sua presenza al Gran Premio di Aragon. Ma questo non significa che Valentino Rossi abbia già rinunciato all'idea di correre già questa domenica. Anzi.

Vale non getta la spugna
Fin da quando, il 31 agosto scorso, il Dottore è caduto dalla moto da enduro mentre si allenava nel Montefeltro, riportando una frattura alla tibia e al perone destri, aveva infatti già chiaro in mente l'obiettivo di un rientro lampo alle gare. Per questo motivo ha chiesto ai chirurghi di essere operato la notte stessa, per questo ha cominciato la riabilitazione già al suo ritorno a casa, due giorni dopo. E la fisioterapia sembra dare buoni risultati: tanto che lunedì scorso è stato visto andare a cena in uno dei suoi ristoranti preferiti di Pesaro («Si muoveva abbastanza agilmente e usava una sola stampella», hanno raccontato i testimoni alla Gazzetta dello sport), mentre martedì e mercoledì si è recato da solo alla sede della Vr46 e in palestra, alla guida della sua auto sportiva. Certo, un conto è muoversi autonomamente a piedi o in macchina, un altro è correre con una MotoGP: uno sforzo che richiede certezze ben più profonde sulla sua sua tenuta fisica, in primis sul movimento della caviglia e del ginocchio.

Gamba sotto torchio
Dunque, ecco la decisione: domani (tempo permettendo, visto che le previsioni meteo indicano pioggia) il nove volte iridato dovrebbe rimettersi in sella ad una moto, una Yamaha R6, proprio sulla sua pista di casa di Misano. Si tratterà di un vero e proprio test, per valutare il suo livello di guarigione e l'eventuale dolore che proverà durante le manovre. Con un mezzo stradale, ma comunque super-sportivo: ovvero quanto di più simile ad un prototipo da Gran Premio si possa avere a disposizione al di fuori dei weekend di gara. D'altronde, già nel 2010, quando si ruppe la stessa gamba, proprio una prova con la Superbike dei Diapason a Misano fu il suo primo passo verso il rientro: e in quell'occasione, tra l'altro, conobbe pure Luca Cadalora, che sarebbe divenuto il suo coach, e Silvano Galbusera, che è oggi il suo capotecnico. Sette anni fa ci vollero ben 41 giorni per completare la ripresa: oggi di giorni non ne sono passati neanche 20, decisamente meno di quel mese abbondante indicato dai medici come limite minimo per riprendere l'attività agonistica. Rivedere Valentino Rossi sulla griglia di partenza già in questo fine settimana in Spagna, insomma, resta molto improbabile, ma comunque non impossibile. Non sarebbe la prima volta, in fondo, che il fenomeno di Tavullia compie uno dei suoi miracoli.

Valentino Rossi
Valentino Rossi (Yamaha)