18 ottobre 2018
Aggiornato 19:00

Brivio: «Perché Valentino Rossi resta un modello per i giovani»

L'ex team manager della Yamaha, oggi alla Suzuki, è rimasto ancora una volta stupito dal Dottore, grazie al rientro lampo dall'infortunio della scorsa stagione
Il rientro in pista di Valentino Rossi dopo l'infortunio, nelle prove libere ad Aragon
Il rientro in pista di Valentino Rossi dopo l'infortunio, nelle prove libere ad Aragon (Michelin)

ROMA – È stato il team manager che lo portò alla Yamaha, l'artefice degli anni più importanti della sua carriera. Eppure, ancora oggi, Valentino Rossi riesce comunque a sbalordire persino un esperto addetto ai lavori come Davide Brivio. L'attuale boss della Suzuki ha infatti rivolto parole di elogio al suo ex pupillo, facendo particolare riferimento al ritorno lampo dalla sua doppia frattura alla tibia e al perone: operato il 1° settembre, il Dottore è riuscito a risalire in sella dopo soli 22 giorni, saltando il solo Gran Premio di casa a Misano e rientrando sulla griglia di partenza nella successiva prova di Aragon, dove ha anche centrato la prima fila.

Senza tempo
Brivio era al timone della squadra dei Diapason quando il fenomeno di Tavullia subì la sua prima frattura alla gamba, nel 2010, eppure questa ennesima impresa del nove volte iridato lo ha lasciato nuovamente a bocca aperta, soprattutto per aver dimostrato una determinazione da ragazzino, pur all'età di 38 anni suonati. «Valentino mi ha sempre sorpreso – ha spiegato il team manager ai microfoni del sito specializzato inglese Crash – ma in quest'occasione ciò che mi ha colpito di più è stata la sua motivazione a tornare a correre in anticipo. Voglio dire, dopo una carriera così lunga come la sua, dopo aver vinto tutto quello che ha vinto, ci si aspetterebbe che saltare un solo Gran Premio non faccia tutta questa differenza, no? Invece ha lavorato molto sodo e ha fatto un enorme sforzo per rientrare una gara prima».

Esempio da seguire
Brivio aggiunge anche che la convinzione del numero 46 dovrebbe servire da modello per i suoi più acerbi colleghi: «Dico sempre che Valentino è un modello che andrebbe studiato, e spero che la giovane generazione di piloti guardino a quello che ha fatto e cerchino di trarne motivazione – conclude il responsabile della Suzuki – Dovrebbero sempre prendere esempio dalla passione e dalla motivazione che ha di guidare una moto. Sono stato contento di questo. Spero che molti altri piloti lo abbiano visto e lo seguano!».