26 ottobre 2020
Aggiornato 13:30
La moto di Tokyo ha un ottimo potenziale, ma va sfruttato

Honda a due velocità: Pedrosa vola, Marquez cade

Il nuovo Dani riesce ad esprimersi al meglio anche in qualifica, e qui a Barcellona approfitta del suo stile pulito e del suo fisico leggero che stressano meno le gomme. Marc, invece, butta al vento tutte le sue chance finendo per terra ben quattro volte in una sola giornata

Dani Pedrosa in azione sulla sua Honda a Barcellona
Dani Pedrosa in azione sulla sua Honda a Barcellona Michelin

BARCELLONA – Pole position, in casa, con un tempo mostruoso. Come a Jerez, dove del resto si ripetè anche alla domenica, andando a trionfare la gara. Si potrebbe dire che nei circuiti dove manca l'aderenza Dani Pedrosa si trovi particolarmente a suo agio, ma sarebbe una lettura semplicistica. La realtà è che, lavorando con il suo nuovo coach Sete Gibernau, il minuto pilota spagnolo della Honda sembra finalmente sbocciato, maturato, più consapevole e fiducioso in se stesso. Tanto da riuscire ad esprimersi al meglio anche nelle qualifiche, dove in passato non aveva mai brillato: «Nel 2016 facevo fatica al sabato – ammette – Quest'anno è già la seconda pole. Ho lavorato molto nel corso dell'inverno per capire come usare al meglio le gomme nuove per andar forte sul giro secco, in quali curve essere più aggressivo e in quali più dolce. In MotoGP questa è una delle chiavi». Così, grazie ad uno stile di guida meno forzato, ma anche ad un fisico più piccolo e leggero che stressa meno le gomme, su un circuito che è la bestia nera degli pneumatici, Dani è riuscito ad essere più veloce di ben tre decimi rispetto a tutti gli altri. E domani promette di essere di nuovo il favorito d'obbligo: «Spero di ripetere quello che ho fatto a Jerez, ma al momento non so... Non voglio dire niente, solo pensare al passo e al feeling per la gara. Nel 2016 questa fu una delle prove più difficili del campionato, sappiamo che farà caldo e dovremo tenere la testa bassa e concentrarci. Il mio principale rivale sarò io stesso, insieme alle gomme e alla temperatura della pista. Vedrò cosa potrò fare».

Tutti giù per terra
Questo altissimo potenziale della Honda, invece, non è riuscito a concretizzarlo Marc Marquez, che si è dovuto accontentare della quarta casella di partenza. Dopo aver buttato al vento tutte le sue chance con ben due cadute solo durante le qualifiche, che salgono a quattro nel corso di tutta la giornata. Magic Marc, però, non cerca scuse, anzi rivendica il suo stile: «Preferisco essere quarto con quattro cadute che decimo senza essere mai caduto – contrattacca il campione del mondo – Io sono un pilota fatto così, ci provo sempre, mi prendo dei rischi. Oggi sono stato troppo aggressivo, sono andato 'all in' senza capire bene che la pista era al limite con una temperatura così alta. È stato un mio errore. Ma il feeling non è male e neanche il passo gara. Il podio è alla mia portata, forse anche alla vittoria. Dovremo cercare di gestire al meglio una pista così impegnativa e guidare in modo delicato». Magari, stavolta, cercando di stare in piedi.