26 giugno 2019
Aggiornato 11:30
Frecce d'argento attivissime sul mercato

Confermato: la Mercedes vuole Sebastian Vettel. Lauda: «È lui il più forte»

La tanto chiacchierata trattativa tra il team campione del mondo in carica e l'attuale pilota della Ferrari è una realtà, sostengono molti ben informati del paddock. E a rinfocolare ulteriormente queste voci ci pensa il presidente, con i suoi complimenti al leader del Mondiale

Il pilota della Ferrari Sebastian Vettel con il presidente della Mercedes Niki Lauda
Il pilota della Ferrari Sebastian Vettel con il presidente della Mercedes Niki Lauda ( Red Bull )

ROMA – Una carezza al rivale Sebastian Vettel. E quindi, allo stesso tempo, anche uno schiaffo al suo pilota Lewis Hamilton. In questo senso vanno lette le ultime dichiarazioni di un uomo non certo nuovo alle sparate come il presidente della Mercedes, Niki Lauda: «Sebastian Vettel è il migliore di tutti, oggi. Continua a dare sempre il massimo e sa motivare chi lavora insieme a lui. È un ragazzo incredibile». Parole dal senso fin troppo chiaro: il pilota più forte della griglia, oggi, è il ferrarista, grazie al suo impegno costante. Al contrario di Hamilton, verrebbe da pensare (anche se il suo datore di lavoro non lo cita esplicitamente), che spesso sembra concentrarsi più sulla sua vita da vip che su quella da sportivo.

Sulle tracce di Seb
Ma perché il numero uno delle Frecce d'argento si è preso la briga di esaltare l'avversario e, indirettamente, di stigmatizzare il suo portacolori? L'unico senso che si può attribuire alle sue frasi è quello di rafforzare le voci di una trattativa in corso, ormai da tempo, tra Vettel e la Mercedes. «Certo che stanno parlando», ha confermato recentemente l'ex team principal e grande conoscitore del paddock Eddie Jordan. Insomma, con la sua corte spietata, la scuderia tedesca spera di sfruttare la scadenza di contratto dell'attuale leader del Mondiale, a fine stagione, per portarlo nelle sue file. «Non è un mistero per nessuno che subito dopo il fulmineo addio di Rosberg la Mercedes abbia contattato Seb Vettel – ha ribadito anche un giornalista ben inserito a Maranello come Leo Turrini sul suo blog – In occasione dei test precampionato di Barcellona, amici di Niki Lauda riservatamente confidavano che il quattro volte iridato aveva un pre accordo con la casa di Stoccarda per la prossima stagione. Penso che Vettel si sia tenuto le mani libere, dopo le amarezze del 2016. Aggiungo: comprensibilmente. Un conto sono le suggestioni romantiche, altra cosa sarebbe pretendere un salto nel buio. Ciò non significa che Vettel abbia già deciso. È una persona intelligente, si rende conto, simbolicamente e non solo, di una cosa che può essere negata solo da un anti ferrarista in servizio permanente effettivo: cioè che con Mercedes hanno vinto il titolo sia Hamilton che Rosberg. Ma diventare campione con la Ferrari non ha prezzo. Del resto, se in oltre quarant'anni ci sono riusciti solo quattro esseri umani: Lauda, Scheckter, Schumi, Raikkonen...».

Bottas confermato
L'unica speranza del Cavallino rampante, dunque, è che la sorprendente rinascita di questa stagione possa convincere Seb a restare in Italia. Altrimenti, il candidato a prendere il posto di Lewis Hamilton è proprio lui. Sembra invece sulla via della riconferma il suo attuale compagno di squadra Valtteri Bottas, ingaggiato per un solo anno ma già autore della sua prima vittoria in Russia: «Bottas ha fatto una prestazione perfetta che non si sarei mai aspettato da lui – lo ha promosso Lauda – Portandolo a bordo, io e Toto Wolff abbiamo preso la decisione giusta. Bottas è il nostro uomo».

Ferrari davanti
Il febbrile attivismo della Mercedes sul fronte del mercato piloti, però, non basta. Oltre alla superiorità di Sebastian Vettel, nelle prime quattro gare dell'anno è emersa anche quella della SF70H sul piano tecnico, che ha costretto i tecnici teutonici a tornare al tavolo da disegno per riprogettare molte componenti della monoposto campione in carica: «La Ferrari è chiaramente avanti – ha ammesso Niki ai microfoni del quotidiano austriaco Krone – Dobbiamo analizzare esattamente cosa non funziona e prepararci nel modo giusto per Barcellona. Perché tutti i team porteranno aggiornamenti, loro faranno un passo avanti, noi dobbiamo farne due e la Red Bull tre». Sulla lista dei compiti a casa da svolgere, il presidente sembra già avere le idee chiare: «Abbiamo una macchina troppo pesante, dobbiamo migliorare l'aerodinamica e soprattutto capire perché le nuove gomme Pirelli non funzionano bene come sulla Ferrari. A volte sembra che la nostra vettura sia divisa in due, con una finestra di temperatura all'anteriore e un'altra al posteriore. Ma noi siamo bravi a comprendere i problemi e a trarre le conclusioni – ha proseguito parlando con la rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport – Anche se a volte ci possono volere alcune gare prima di risolverli completamente, perché alcuni dipendono dall'auto». Non è solo colpa del pilota, dopotutto.