26 ottobre 2020
Aggiornato 14:00
Era dal GP di Francia 2008 che le due Rosse non partivano davanti

Ferrari, è la fine di un incubo: nove anni dopo, una qualifica perfetta

Mancava solo la competitività sul giro secco a completare il quadro di una Scuderia finalmente da Mondiale. Ed è finalmente arrivata con la prima fila monopolizzata a Sochi, proprio la pista che avrebbe dovuto favorire la Mercedes

La prima fila di Sochi 2017: Vettel-Raikkonen. E quella di Magny-Cours 2008: Raikkonen-Massa
La prima fila di Sochi 2017: Vettel-Raikkonen. E quella di Magny-Cours 2008: Raikkonen-Massa Ferrari

SOCHI – Quasi dieci anni. Anzi, per la precisione nove anni, dieci mesi e otto giorni. Tanto è passato da quel 21 giugno 2008, data delle qualifiche del Gran Premio di Francia: l'ultima occasione in cui la Formula 1 assistette ad una prima fila tutta rossa Ferrari. Fino ad oggi. «Grazie a tutta la squadra, oggi pomeriggio la macchina era fenomenale – tira un sospiro di sollievo il poleman Sebastian Vettel – È stato un vero piacere sedermi nell'abitacolo, girare con il serbatoio scarico e cercare di spingerla al limite. Piazzare due macchine in prima fila è stato un risultato grandioso e merito di tutta la squadra: siamo molto felici e orgogliosi».

La Ferrari c'è, anche al sabato
Impossibile far meglio di così. Per la prima volta della stagione la Scuderia è riuscita a sconfiggere nettamente la Mercedes proprio in quello che fino ad oggi era stato il suo punto di forza: il giro secco. «Abbiamo iniziato bene la stagione, ma nelle prime tre gare la Mercedes era stata fortissima in qualifica – ammette il campione tedesco – Però noi abbiamo migliorato un po' la macchina per questo weekend e così siamo tornati davanti». Per giunta, su una pista come quella di Sochi, che tutti si aspettavano più favorevole ai rivali tedeschi: «Sulla carta, alla vigilia sembravano fortissimi e anche ieri lo erano – prosegue – Ma, come ha detto Valtteri, forse non si sono trovati perfettamente a loro agio con la gestione delle gomme e delle temperature. Questo tracciato non va male per noi, già l'anno scorso andammo forte. Non abbiamo avuto problemi, le sessioni sono andate lisce e la macchina ci ha dato ottime sensazioni». La prima pole position del 2017, dunque, è frutto di una SF70H sempre più solida, delle difficoltà della Mercedes a scaldare gli pneumatici, ma anche della guida impeccabile del quattro volte iridato: «Ho iniziato bene la sessione ed ero ragionevolmente a mio agio, ma nella seconda eliminatoria ho perso il ritmo all'ultimo tentativo e questo mi ha dato un'idea di come sarebbe andata all'inizio della fase conclusiva – racconta Seb – Ho bloccato le gomme e il mio primo giro non è stato pulito, quindi ho cercato di rimediare nel secondo. Ero sicuro di poter far meglio e che la macchina fosse buona, ma non sapevo cosa avessero in serbo loro per il gran finale». Non abbastanza, evidentemente.

Kimi a un soffio
Stavolta, dopo un inizio d'anno balbettante, però, non è mancato all'appello nemmeno Kimi Raikkonen. Anzi, Iceman è arrivato vicinissimo a spezzare il suo lunghissimo digiuno di pole: un digiuno che dura esattamente da nove anni, dieci mesi e otto giorni. Già, perché quello stesso GP di Francia 2008 che vide per l'ultima volta le due Rosse scattare dalla prima fila fu anche l'ultima occasione in cui il pilota finlandese centrò la partenza al palo. Gli sono mancati solo 59 millesimi, un distacco facilmente imputabile al traffico: «Ovviamente il mio obiettivo è quello di stare davanti a tutti, ma questo weekend ho sensazioni molto migliori – spiega – Purtroppo, con l'ultimo treno di gomme, nel giro d'uscita ho becato del traffico e non sono riuscito a scaldare bene gli pneumatici come nel primo tentativo. Ho cercato di recuperare all'ultima curva ma non è bastato. Comunque sono più contento che nelle scorse qualifiche: oggi avevamo tutti gli strumenti per far bene e la doppietta non è niente male». Il tempo per festeggiare, però, è poco. Bisogna subito tornare a seguire il mantra che il team principal Maurizio Arrivabene recita ormai da questo inverno: testa bassa e pedalare. «Questo è un primo passo importante – chiosa Vettel – ma il vero lavoro è domani. Sarà molto combattuta, perché specialmente Valtteri ieri aveva un buon passo. Tra un paio d'ore inizieremo già a concentrarci sulla gara».