20 ottobre 2019
Aggiornato 02:00

Marchionne vuole cacciare Raikkonen. E sostituirlo con Daniel Ricciardo

Le prestazioni sottotono di Kimi nei primi due GP avrebbero convinto il presidente a non rinnovargli il contratto a fine anno. E c'è già il nome del possibile rimpiazzo: l'attuale portacolori della Red Bull, simpatico e vincente. Peccato che non piaccia a Vettel...

Kimi Raikkonen
Kimi Raikkonen Ferrari

ROMA – La strigliata che Kimi Raikkonen si è beccato domenica, in mondovisione, dal presidente Sergio Marchionne in persona («Oggi sembrava avere altri impegni») è stata solo l'antipasto: «Ne discuterò con Arrivabene – ha preannunciato il numero uno della Ferrari – Forse è ora che mi sieda insieme a lui e gli parli chiaro». Iceman, dal canto suo, ha provato a scusarsi così: «Fa sempre male quando non si ottengono buoni risultati. Sono in questo sport da tanto tempo e non è sempre tutto sorrisi e felicità. Anche questo fa parte del lavoro: è frustrante, ma so di cosa abbiamo bisogno e ho un quadro molto chiaro di cosa voglio ottenere». Difficile che una giustificazione così vaga, però, possa bastare a placare l'insoddisfazione dei vertici della Rossa nei confronti del pilota finlandese. Per comprenderla bastano i numeri: nelle prime due gare dell'anno, Kimi non ha mai nemmeno sfiorato il podio, mentre il suo compagno di squadra Sebastian Vettel ha collezionato un primo e un secondo posto. E mentre in Australia, dove Seb aveva vinto, Raikkonen era giunto al traguardo staccato da lui di ben 22 secondi, in Cina il divario è addirittura raddoppiato: oltre 40. Prestazioni semplicemente inaccettabili da parte di un ex campione del mondo, di cui peraltro la Scuderia ha un bisogno pazzesco, ora che la lotta con la Mercedes è entrata nel vivo.

Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo: la prossima coppia Ferrari?
Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo: la prossima coppia Ferrari? (Red Bull)

In pole per prendere il suo posto
Tanto che, a Maranello, sembrano aver già cominciato la ricerca del suo successore. A fine stagione, infatti, scadono i contratti di entrambi i ferraristi, ma mentre Vettel si sta guadagnando il rinnovo a suon di successi, il suo vicino di box sta confermando che la sua carriera in Formula 1 potrebbe essere ormai giunta al capolinea, e non solo per ragioni anagrafiche (a 38 anni suonati è il più anziano di tutto il circus). Difficile che il suo sedile venga affidato alla terza guida Antonio Giovinazzi: il 23enne pugliese è talentuoso, ma troppo acerbo, e in due soli Gran Premi ha dimostrato tanto la sua velocità quanto la sua inesperienza. Deve crescere ancora, insomma, prima di guadagnarsi il privilegio di guidare una Ferrari. Per affiancare Seb, invece, serve un altro big, e Marchionne sembra averlo identificato in Daniel Ricciardo. L'identikit è perfetto: sorridente e simpatico, piace a pubblico e sponsor e, come tradisce il suo cognome, ha origini italiane (i nonni vengono dalla Calabria e il padre da Messina). Forse proprio per questo il suo sogno è quello di vestire di rosso, e già l'anno scorso lo fece capire chiaramente, inascoltato: ma ora che Kimi ha raggiunto la data di scadenza potrebbe finalmente essere giunto il suo momento. Anche perché in Red Bull la convivenza con Max Verstappen (un altro sogno di Marchionne, ma proibito), che da giovane protetto della proprietà si è rapidamente trasformato in autentico leader del team, si è fatta sempre più difficile. Quanto ai risultati in pista, quelli dell'australiano sono fuori discussione: Mercedes a parte, è proprio lui il più vincente degli ultimi anni, con i suoi quattro successi, alla pari con Vettel. Eppure, proprio Vettel potrebbe rappresentare il principale ostacolo ad un approdo al Cavallino rampante: i due condivisero il box già nel 2014 alla Red Bull, appunto, quando da nuovo arrivato Daniel osò bastonare il quattro volte iridato. Un'onta che Sebastian non ha ancora dimenticato. Ma con il tempo, e magari con altre vittorie in Ferrari, il teutonico potrebbe presto ritrovare la pace perduta: con la sua squadra, con cui è sulla buona strada, e forse anche con il suo ex (e futuro?) compagno di squadra.