28 febbraio 2020
Aggiornato 00:00
Dopo il ritorno alla vittoria, c'è la necessità della riconferma

«Attenta Ferrari, il Gran Premio di Cina sarà più difficile». Parola di tecnico

Due esperti ingegneri come Gian Paolo Dallara e Mauro Forghieri sono convinti che la Rossa avrà vita più dura nel secondo appuntamento del Mondiale. Eppure la SF70H può contare su due assi: la gestione delle gomme e il motore

La prova di partenza di Kimi Raikkonen
La prova di partenza di Kimi Raikkonen Ferrari

MARANELLO – È rassicurante sapere che, comunque vada, il Mondiale 2017 sarà migliore dello scorso. In un solo Gran Premio, la Ferrari ha già conquistato la vittoria, ovvero di più di quanto abbia raccolto in tutta la passata stagione. Ai tifosi, però, questo non basta: ora che hanno rifatto la bocca al successo, giustamente sperano di riassaporarlo. Ed ecco che il secondo appuntamento iridato, in programma questo weekend in Cina, si trasforma in una sorta di prova del nove per testare le vere potenzialità della Rossa. Per capire se la macchina di quest'anno sarà solo una riedizione di quella 2015, ovvero capace di cogliere qualche successo sporadico, ma sostanzialmente in ritardo rispetto alla Mercedes, oppure se può davvero puntare al campionato del mondo.

Gli ostacoli da superare...
Due grandi tecnici italiani, ad esempio, sono convinti che la gara di Shanghai sarà più dura della precedente per la Scuderia. «È bello che una macchina progettata da giovani ingegneri italiani abbia vinto al primo colpo – ha commentato Gian Paolo Dallara, fondatore dell'omonima azienda leader nella ricerca telaistica e aerodinamica, al blog del giornalista Leo Turrini – È bello anche per chi si ostina a non capire che se a Maranello gettassero la spugna l'intero Paese uscirebbe dal giro della più sofisticata ricerca tecnologica. Dopo di che, felice come sono per l'impresa di Vettel in Australia, resta vero che il sorpasso in pista non c'è stato ancora, Seb è stato fantastico ma ha vinto grazie al pit stop. Quindi andiamoci piano, in Cina temo che favorita sia ancora la Mercedes». E gli fa eco anche l'ex leggendario direttore tecnico del Cavallino rampante, Mauro Forghieri: «A Maranello hanno fatto un lavoro eccezionale, soprattutto l'intervento sulle sospensioni posteriori è stato decisivo. Il passo corto o il passo lungo è una boiata pazzesca, come diceva Fantozzi, figuriamoci se due o tre centimetri fanno la differenza. In Australia la Ferrari era superiore, in Cina ne dubito, comunque ci spero...».

...e i punti di forza
Per superare questo secondo (e più impegnativo) esame stagionale, dunque, la Ferrari dovrà sfruttare al massimo i suoi due principali punti di forza emersi dal primo weekend di Melbourne. Numero uno: la gestione delle gomme. Perché se Lewis Hamilton è dovuto rientrare anticipatamente ai box, cedendo così il comando della gara a Sebastian Vettel, non è stato per un errore del muretto Mercedes, ma perché la sua vettura stressa gli pneumatici decisamente di più della SF70H. Numero due: il motore. «Non c'è un solo aspetto in cui è migliorato, ma è l'intero pacchetto ad essere cresciuto – rivela Guenther Steiner, boss della Haas che monta lo stesso propulsore di Maranello – Al momento è competitivo quanto il Mercedes, se non meglio. Ma adesso comincia la gara dello sviluppo: la Ferrari ha vinto in Australia, ma tutti i rivali stanno lavorando per rimontare». Non che la Rossa dorma sugli allori, però: le ultime novità tecniche che ha in serbo il direttore tecnico Mattia Binotto le scopriremo proprio in pista, questo weekend in Cina.